L’ora dell’aperitivo (racconto di Natale)

Ero lì seduto da Peck a bermi un Campari dopo una giornata di lavoro abbastanza pesante. Approfittando del rimbambimento generale natalizio e della distrazione delle autorità di vigilanza, affaccendata con Fiorani, siamo riusciti a rastrellare un bel po’ di azioni di una graziosa banchetta popolare di provincia da rifilare a dei gonzi d’oltralpe, con un discreto margine.

A un certo punto è arrivato uno coi capelli lunghi e uno strano cappello in testa, gli ho rifilato due euri per togliermelo di torno ma lui s’è seduto al mio tavolo ordinando champagne e addentando i miei preziosi salatini.

– Allora Mario come va la scalata?- mi va di traverso il Campari: questo è della finanza porcaputtana.

– Prego?

– Non ti spaventare Mario sono Gesucristo te lo posso dimostrare: so quando hai smesso di credere in me.

– Lei è pazzo furioso si tolga immediatamente dai piedi

– E’ stato quando facevi il presepe nella tua casa di Gorgonzola a 11 anni. Hai preso in mano la statuina di me da piccolo e ti sei detto. Come posso credere a una baggianata simile? E così sei divento ateo. A undici anni.

– Accidenti ma è vero come fa a saperlo?

-So tutto, fa parte delle mie prerogative.

-Va bene adesso però mi dica cosa vuole che non c’ho mica tempo da perdere.

-Ma era proprio per questo che ero venuto per il fatto che perdi del tempo.

-In che senso?.

-Quanti soldi hai in banca?.

– Lo sapevo che lei era della finanza.

– Circa 600.000 euro no? più altri 700 in titoli, casa di proprietà più seconda casa in totale il tuo patrimonio è sui 3 milioni buoni. Ma che fa con quel telefono?

– Mi faccia chiamare il mio avvocato almeno.

– Stai tranquillo, non voglio nuocerti tu sei un uomo buono

-Un uomo buono. Vabbeh sulla mia infanzia lai vedo preparato, ma si deve essere perso le puntate successive

-Come lo passi il natale?

– A casa dei suoceri con la famiglia.

– E non ti rompi le palle

-Si, beh certo un po’

-E l’assemblea di condominio di ieri t’è piaciuta.

-Un incubo guarda tutti lì a parlare di lampadine e stenditoi

-E Miriam

-Miriam che?

-Miriam Bianchini anni 27 domiciliata in via Imbriani 2/ A infermiera precaria. Molto carina

-Beh è solo un’amica lì sono innocente

-Però sei innamorato di lei

-Evvabbeh ma è solo nelle intenzioni non c’ho mai combinato nulla.

-Appunto è sbagliato: hai un sacco di soldi, una ragazza che ti piace e sei corrisposto e stai qua a scalare la Popolare di Bergamo per comprare la pelliccia a tua moglie che ci vai a letto si è no una volta al mese? Sei …Com’è che dite voi a Milano… Pirla?

-Ma scusa ma non è immorale?

-No, scusa te, quello che è morale o no qua lo decido io: è immorale l’ipocrisia è immorale non fare quello che hai voglia di fare.

E mi ha mollato lì come un pirla, cioè non è che è andato via è proprio sparito.

Ho pensato: devo andare dallo psichiatra sarò un po’ esaurito poi ho dato dieci euro al cameriere ma lui mi ha detto.

-No guardi ha già pagato il suo amico, quello coi capelli lunghi.

Telefono a Miraim

–          Miriam ciao, come va? Che fai stasera?

–          Mah vado dai miei è la vigilia di natale

–          No, Miriam per favore dobbiamo assolutamente vederci ho parlato con un tizio.. uno.. uno importante.. importantissimo .. no non ti posso dire al telefono.. senti prendo il 3 e sono lì tra un ora devo prima passare in agenzia per comprare un monolocale…arrivo

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Racconti possibilmente umoristici
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