Manuale del single

Marco arriva con venti minuti di ritardo: vestito come il principe Carlo per una occasione informale, mettiamo: pesca al salmone nel Devon, naturalmente abbronzato,  dimagrito sette chili e soprattutto a bordo di una macchina sportiva tirata a lucido. Lui che ha sempre guidato  scaldabagni ammaccati in tuta da metalmeccanico.

Da autentico habituè entra nel locale trendy in  stile etnico fusion, un po’ New York ma decadente: conosce quasi tutti malgrado la media anagrafica sia sui venticinque.

–          Senti Sergio, lo so, dovrei dirti che mi dispiace per Claudia, ma sinceramente non era per te: sempre di cattivo umore con quel grugno torvo.  Certo non è stato carino dirti che stava con un’altra da tre anni proprio il giorno del vostro anniversario. Ma una così meglio perderla che trovarla. Devi essere grato a quella poveretta che se l’è presa-

Rassicurato ormai sul fatto che tutto il locale sia edotto delle mie vicende private, guardo delle ragazzine discinte che ballano sui tavoli un pezzo di Al Bano in versione hip-hop, ai nostri tempi, vent’anni fa, pareva un uomo finito ora sembra che lui e la sua famiglia si siano impadroniti di tutti i mezzi di comunicazione. La cosa mi deprime un po’ ma provo a sdrammatizzare. E te come va? A proposito, bella macchina-

–          Noleggiata: con quello che costano bollo e assicurazione.. per quello che la uso poi.. E’ la mia nuova filosofia di vita: non attaccarsi alle cose, anche i libri e i CD li prendo a prestito in biblioteca, che poi non so dove metterli. Mi sono trasferito in un monolocale di 35 metri quadri ma centralissimo in Via Fatebenefratelli, a un passo dalla redazione: letto a una piazza e mezzo, tale da non consentire che un eventuale convivenza si protragga per più di 12 ore consecutive, senza cucina, perchè vado sempre al ristorante così evito anche la schiavitù della spesa e di gran parte delle pulizie, e soprattutto niente televisione. Unici generi di conforto uno stereo e un piccolo frigorifero per le birre.

-Due Negroni- ordina perentorio- Gino metti sul mio-  avrei preferito un chinotto ma fa lo stesso.

–          Senti Sergio, fai come me, venditi quella cazzo di villetta col giardinetto immersa nelle nebbie di Peschiera Borromeo e prenditi un trenta metri a Milano. Io adesso da quando mi sono separato sto da Dio: funziona più o meno così: tipo le vendite multilevel: tu hai quattro o cinque amiche: di più diventa complesso dal punto di vista organizzativo, di meno sono poche e finisce che passi troppe serate da solo. Su quattro o cinque che inviti fuori a cena o al cinema la prima  non può perchè ha un impegno davvero (probabilmente qualche corso di scrittura creativa e altre scemenze) la seconda dice forse, che vuol dire no (si vede con un altro perchè pure lei ha la sua collezione di accompagnatori e tu sei solo il 4° nella sua hit parade, ma teme che lui le tiri un pacco all’ultimo e potresti venir buono come rincalzo), la terza dice sì, ma poi non viene all’ultimo momento (ha chiamato il suo ex e non si sa mai) ma forse con la quarta o la quinta combini. Se no al limite esci con un amico o alla paggio vai al cinema da solo.
Una volta che una non ti interessa più le presenti un tuo amico, loro faranno lo stesso con te è questo che somiglia al multilevel.

Stanno servendo l’happy hour si tratta di scorie di Cernobil fritte e cetrioli sotto acido solforico insieme ad un’inquietante insalata di pasta blu cobalto. Marco rifiuta sdegnosamente.

–          Ma dove le trovi le donne?-

–          Banale: colleghe del giornale, viaggi di avventure nel mondo, corsi di yoga e filosofie orientali o, se preferisci quelle sposate, corsi di ceramica e cucina.

Per favore un altro Negroni  ordino  sconsolato- ma non ti senti un po’ solo?-

– Guarda prima con Franca due volte alla settimana eravamo a cena dai suoi, due cena dai miei,  megaschermo e tv satellitare tutte le altre sere (Franca è un’amante dei documentari sulla vita dei castori), spesa il sabato, gita al lago la domenica 4 ore in macchina per una passeggiata di due ore, Sesso sempre il sabato se ci avanzava tempo una volta messa la spesa in frigo. Amici suoi a cui non piacevo amiche mie di cui lei era gelosa. Tutta gente sposata con marmocchi che non parlava di nient’alto che dei suddetti marmocchi e di malattie. Vacanze a Gatteo Mare. Senti Sergio: era prima che mi sentivo solo.

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