Costa Azzurra

Esausto di panteganare, decido che mi merito una vacanza e parto, con moglie e buoi dei paesi miei,  alla volta di Antibes, che , lo so, è un po’ banale, ma che volete? in questo periodo la villa a cortina è infrequentabile per presenza persistente in zona di ultime retroguardie settimananbianchiste, che avrei rischiato di incontrarci pure dei clienti.

Eppoi la moglie e il bue ci sarebbero andati volentieri, mentre il felino rimaneva di guardia a Milano pronto a sbranare qualsiasi individuo molesto che si fosse avventurato nella zona Semipone – Cimitero Monumentale.

Per l’occasione decido persino di lavare la porconave, che dai fossili di trilobiti mesozoici degli strati più profondi doveva essere un po’ che non lo facevo, ma del resto sennò che porconave sarebbe?

Parcheggiato la porconave e i buoi nel garage, siamo alloggiati in un residence per pensionati svizzeri che consente l’utilizzo di un molesto fornelletto elettrico (10 programmi: 1 gelido, 2 freddo, 3 freddino, 4 freddolo, 5 trepidino, 6 tiepidoccio, 7 tiepido, 8 caldino, 9 calduccio, 10 altoforno micidiale in grado di liquefare il plutonio in due secondi netti) con cui brucio inevitabilmente una frittata di asparagi facendo scattare l’allarme antincendio e seminando panico e scompiglio tra i pensionati teutonici.

Almeno movimento un po’ l’ambiente, la direzione me ne sarà eternamente grata e l’incendio del venerdì sera sarà inserito nel programma dei divertimenti settimanali tra la partita a bocce e la grigliata mista.

La sistemazione però consente l’indubbio vantaggio della  possibilità di comprare vino e cibo al mercato evitando gli esosissimi ristoranti locali che propongono all’unisono petto d’anatra e agnello in salsa burrosa ai prezzi di 45 euris e più a seconda della ricercatezza della tovaglia.

Unico piatto locale degno di nota la boulliabesse ,che sa solo il signore come si scrive, ma che ci mangiamo in un ameno ristorantino in spiaggia a prezzi tutto sommato ragionevoli.

Trattasi di zuppa di pesce allo zafferano, molto buona.

La costa azzurra è praticamente una grande città affacciata sul mare, un ammasso infinito di case anche brutte da mentone a Marsiglia, qualunque posto della puglia o della liguria è nettamente meglio almeno nel paesaggio e nella cucina. Nonostante ciò la popolazione locale, come del resto in qualunque paese europeo, tranne forse l’Albania che è uguale, è in fatto di cortesia, maturità e serietà almeno due secoli avanti a noi.

Molto meglio l’entoterra con belle cittadine medioevali e chilometri di curve tra montagne deserte.

Notevole il mercato di Antibes,  certo un po’ turistico,  dove acquisiamo una trentina di formaggi puzzosissimi, meravigliose gelatine di lingue di suino,  fegati e altri abomini gastronomici che pur essendo fatti di scarti di macelleria splendono dorati  di gelatina e tempestati di pistacchi come gioielli di Bulgari.

La cosa veramente straordinaria dei francesi è proprio questa: la capacità di venderti qualsiasi cagata come fosse una meraviglia:

“il sontuoso giardino alla francese con palme secolari” si rivela essere un onesto spartitraffico con una fontanella, un vecchiardo col cane e due palmette stitiche.

“i cinque ettari di lussureggianti piante esotiche profumate che percorre la storia della costa dai Romani alla belle epoque” vi giuro che se lo paragonate ai giardini pubblici di Quarto Oggiaro ci fanno una figura misera.

E così vini buoni ma normalissimi e spumantini banali diventano leggenda.

Fanno bene. Ci mancherebbe.

Le ragazze più carine sono quelle di origine nordafricana, mentre le autoctone sembrano un po’ legnose, secche e asettiche con le code di cavallo che assieme al cerchietto fermacapelli costituiscono il più forte deterrente a qualsiasi pensiero erotico possa venire in mente.

La più bella di tutte è una cassiera di supermercato, con lunghi capelli tinti rosso cardinale e  gonna uguale, alla quale se assurde legislazioni barbariche ormai obsolete non vietassero la poligamia, mi sarei certamente dichiarato, mi consolo pensando che avrebbe sicuramente chiamato il telefono azzurro: avrà avuto si e no 18 anni.

Comunque ci siamo divertiti, soprattutto il bue, e abbiamo mangiato ottimamente. Anche perché cucinavo io e a parte l’incidente della frittata sono stato aiutato da materie prime notevoli.

Bello, ma un po’ affollato, quest’estate vado in Nepal, intanto rieccomi qui tra amministratori condominiali indagati e automobili che cercano di stirarti strombazzando sulle strssie…

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Racconti possibilmente umoristici
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