Il ragazzo che apriva la fila

Recensione libro:

di Almudena Grandes (praticamente il mio idolo) ed Guanda.pag 231 Euri 14 ben spesi.

Finalmente Almudena ha scritto un altro libro, dopo l’esordio clamoroso di L’età di Lulù che è stato l’unico libro a non piacermi (ma a me il sadomaso fa l’effetto della fantascienza: mi addormento) ma che è piaciuto al resto del genere umano, io l’ho apprezzata in tutte le altre sue opere che non si è filato quasi nessuno:

Ti chiamerò Venerdì, atlante di geografia umana, gli anni difficili e Malena un nome da tango (letto in brasile sotto un banano e una pioggia scrosciante) il libro più bello che abbia mai letto.

Ne avevo piene le palle di Veronesi, De Carlo e tutti gli altri scribacchini nostrani che a suo confronto sembrano un branco di checche (senza offesa per le checche).

Qui la Grandes ci regala 5 racconti sull’adolescenza uno più bello dell’altro.

Nel primo il protagonista un ragazzino a cui è morto il fratello dialoga con dio durante una partita di calcio  convincendosi che proprio la sfiga che ha colpito lui è la sua famiglia è la dimostrazione dell’esistenza di un essere superiore e cattivo “Dio cè ma io gli sto decisamente sui coglioni” sembra affermare il protagonista.

Nel secondo, tabacco e nero, riesce a rendere affascinanti due cose di cui non me ne è mai fregato meno di niente: la corrida e i vestiti. Forse il più bello di tutti.

Nel terzo, che da il titolo al libro, un uomo benestante e di mezza età decide lì per lì in un bar di cambiare la sua vita.

Nel quarto una ragazza cucina una mouse di tonno e si dispera per amore del padre paralitico e del suo garzone metalmeccanico.

L’ultimo parla del rapporto tra uno sfigato e una prostituta.

Tutti i personaggi sembrano vivere: non stanno lì a farsi mille menate come i nani italioti di De Carlo, Moroni (pur volenteroso) e soci: piangono, si disperano, decidono, mandano tutto a puttane.

Le descrizioni non sono mai noiose, non c’è una parola di troppo.

Che dire: Viva la Grandes W Guanda W Madrid  vi ordino di comprarne almeno dieci copie

 

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Informazioni su limiteumano

Racconti possibilmente umoristici
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