La ballata delle prugne secche

La ballata delle prugne secche; Aut. Pulsatilla Ed. Castelvecchi, Pagine pochine Euri 10 (mi pare onesto)

 

Chi scrive è l’archetipo della Precaria Assoluta intesa come persona che fa della precarietà un sistema di vita a 360 gradi, un’arte, una scienza esatta.

La Precaria Assoluta è un soggetto sociale piuttosto diffuso e di grande interesse dal punto di vista umano e sociale. Discende probabilmente da un personaggio di Ecce Bombo quella che quando Moretti gli chiede “che fai nella vita?” risponde “faccio cose, vedo gente”

Non sono razzista e non mi piace generalizzare ma l’autrice ed alcune mie amiche possiedono alcune caratteristiche che le accomunano.

–          Provenienza dal sud (non necessariamente sud Italia: Sudamerica, Sudafrica etc. vanno bene lo stesso)

–          Residenza precaria, in condivisione con persone di almeno quattro continenti diversi, in una grande città dove in genere si sono laureate  in discipline umanistiche

–          Nessuna intenzione di tornare al paese/ città natia

–          Nessun lavoro fisso, ogni tanto trovano qualcosa di serio ma poi vengono licenziate o si licenziano da sole

–          Vita sentimentale piuttosto variegata unita al  disprezzo per qualsiasi forma di anticoncezionale, a volte pensano di essere incinte e/o di avere l’Aids facendosi consolare dai numerosi ammiratori. Per fortuna c’è un santo che le protegge.

–          Viaggiano, come gli inter city da Reggio Calabria, con circa 50 minuti di ritardo, se ne frequentate una prendetela con filosofia. Portatevi sempre dietro un bel libro e in pochi mesi potrete legittimamente aspirare ad una cattedra in letteratura russa

–          Perdono portafoglio, chiavi, cellulare e documenti con assoluta regolarità ogni sei mesi (unico aspetto prevedibile della loro vita)

–          Cellulare perennemente scarico, nessun altro recapito possibile, modo migliore di comunicare con loro: recarsi nei pressi dell’abitazione più recente e lasciare detto ad una sua amica, squinternata come lei, che si ricorderà di riferirle il messaggio due anni dopo nel corso di un rave mentre la vostra amica è in coma etilico

–          Intelligenti e simpatiche benché prive di senso pratico  e incapaci di prendere qualsiasi impegno, riescono alla fine a cavarsela sempre piuttosto bene sempre grazie al potentissimo santo che le protegge

Domandiamoci: si può vivere per l’intera esistenza senza un lavoro, una dimora, una relazione stabile? Risposta sì: il Precariato Assoluto è una vera e propria carriera,  una professione, un’arte che va coltivata fin dall’infanzia.

L’autrice scrive da qualche anno in un blog dei fatti suoi, di quello che vede, di quello che fa con (presumo) spontanea sincerità, autoironia e umorismo. Ma soprattutto pensa con la sua testa, cosa già di per se straordinaria con i tempi che corrono. Il libro, anche se nel blog c’è molto più materiale ed è forse più divertente, parla con leggerezza  anche di argomenti piuttosto seri: l’immaturità di genitori eterni adolescenti, l’ossessione per la cura del  corpo, la ceretta (non sarà importante, ma per me è stata una scoperta  in 43 anni ne ho ignorato l’esistenza,  ai miei tempi c’erano le femministe e a me, comunque,  non me ne è mai fregato un cazzo dei peli delle donne), gli atteggiamenti nei rapporti interpersonali, il sesso, il consumismo alternativo (di verdure biologiche, omeopatia, macrobiotica) che sempre consumismo è .

C’è chi dice che è un libro commerciale e credo l’abbia ammesso la stessa autrice. Ma perché un libro per essere valido non deve vendere manco una copia ?  Se dice cose sensate è bene che lo leggano più persone possibile chissà mai che imparino qualcosa. E comunque se scrivere aiuta a pagare l’affitto è una buona cosa, soprattutto per il padrone di casa.

La casa editrice Castelvecchi ha avuto le palle di rischiare su una sconosciuta esordiente ancorché squinternata e le ha fatto una promozione della madonna. Tanto di cappello.

Resta da vedere se la fanciulla riuscirà a scrivere d’altro che di se stessa, io spero di sì. potrebbe scrivere un manuale sulla precarietà, una guida turistica o un ricettario, risulterebbe probabilmente gradevole.

Una perla di saggezza: “Il problema degli italiani è che non hanno il senso dell’umorismo” non so se se l’è invento lei o è una citazione ma mi pare notevole. Il libro l’ho letto e poi l’ho regalato.

 

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Racconti possibilmente umoristici
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