Lezioni di seduzione

Della serie: ormai ci ho preso gusto a parlare di cose che non conosco, eccovi questo racconto verità.

 

il bar era in uno scantinato di un quartiere periferico in un vicolo cieco tra i binari delle Ferrovie Nord e quelli dei tram con destinazione  Quartoggiaro o cimitero maggiore. Due alternative che lasciavano sempre dei dubbi su quale fosse meglio scegliere .

Un importante nodo ferrotranviario, non dico di no, ma non certo un posto di classe. La mia socia ed io ci stavamo dando da fare coi cocktail: c’era un sacco di gente, per lo più studenti universitari, precari squattrinati, qualche extracomunitario, un paio di vecchi ragazzi freak coi capelli grigi annodati in code di cavallo. Attirati dai prezzi modici del locale.

Poi all’improvviso eccola.

Lei, sui cinquantacinque, ma ancora ben messa, era vestita decisamente da guerra, scarpine argentate con tacchi alti, autoreggenti a rete a vista, un bel vestitino di seta carta da zucchero decisamente scollato e trasparente, gioielli, trucco pesante ma non volgare. Decisamente fuori target per la clientela del bar.

Lui in completo grigio sui trenta pelato aria da impiegato spaurito.

Che cazzo ci facevano lì quei due?

Lei viene da me e mi fa

-due cuba libre, uno bello carico

– io i cuba li faccio sempre belli carichi, non si è mai lamentato nessuno

colpito nell’orgoglio ne faccio uno carichissimo l’altro è rum puro con un goccio di cocacola e due cubetti di ghiaccio

-quello carico ha la cannuccia blu

lo assaggia

me lo ripassa

-non potresti fare di più?

eseguo aggiungendo altro rum

se ne va sculettando

la cannuccia blu va a lui, non lo facevo un alciolizzato

mi dimentico di lei

torna un’ ora dopo

-altri due come prima-

ne faccio uno sempre carichissimo, l’altro è rum puro con la cannuccia brevemente intinta nella cocacola e un solo cubetto di ghiaccio

lo assaggia

-stavolta va bene-

mi ridimentico di lei

torna dopo mez’ora

si mette a chiacchierare con me del più e del meno

-il tuo amico dov’è?-

ride

– fuori, l’abbiamo steso-

vado a controllare

è vero è lungo disteso su delle sedie nel cortile, è inverno prederà freddo gli metto su il cappotto, mi ridimentico di loro

sono ormai le tre di notte la mia socia mi ordina di iniziare a sbaraccare

li trovo dietro a una colonna: lui spiaccicato, lei si sta dando da fare energicamente lo tiene fermo con un ginocchio contro la colonna e lo slingua e si da da fare con le mani, gli occhiali di lui sono per terra, li raccolgo.

chiudiamo

sono rimasti solo loro

lui viene a pagare

– due coctails e due cocacole

– come due cocacole?

– si, io sono astemio

batto i quattro cocktail e tengo la bocca chiusa

io amo questo lavoro!

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