L’uomo al rovescio

L’uomo al rovescio di Fred Vargas edizioni   einaudi;pagine sufficienti per coprire un viaggio milano roma a/r con treno in ritardo; euri non tanti, mi pare 14

 

Soddisfatto nella prima esperienza mi premunisco al certo ritardo, poi puntualmente riscontrato in 2,30 orette, del eurostar Milano Roma, che mi ha portato al compleanno della nonna centenaria, comprando un altro libretto della Vargas per ingannare l’attesa. Risparmiovi le contumelie sulle ferrovie dello Stato ma fatemi dire almeno che prima di fare l’alta velocità sarebbe meglio imparare a far andare i direttissimi, prima di andare a metter pace in libano sarebbe meglio provare a metterne un po’  a Napoli, a Catania a Quartoggiaro. Essere coscienti dei propri limiti, questa è la missione del presente blog.

Ma non c’ è entra un piffero e ritorno al libro. Qui veniamo trasportati tra le alpi marittime (credo), francesi, dove la fidanzata part time del commissario , convive con un placido canadese osservatore di lupi. Uno di sti Lupi pare grossissimo inizia a sbranare pecore e io comincio a pensare di aver buttato via i miei 14 euri.

Dopo un po’ il lupone mi si sbrana pure una simpatica imprenditrice agricola con figlio adottivo negro e pastore muto. Bei personaggi, mi dico, mentre siamo fermi nell’appennino tosco emiliano.

Il treno superveloce nuovo di pacca che ci precede e che in stazione centrale pareva un missile, giace immobile tra i monti, le caprette gli fanno ciao e noi aspettiamo smadonnando, terreorizzati che il ristorate Ar Pallaro prenotato per tempo chiuda la cucina.

“Aspettace pallà” lo preghiamo dal cellulare. L’oste ci rassicura.

vabhe, il fidanzato canadese della fidanzata del commissario sospetta che a sbranarsi pecore e imprenditrici sia un uomo anzichè un lupo. è un autorevole lupologo, dovrebbe avere qualche cognizione di causa. La polizia locale se la ride. La fidanzata del fidanzato…insomma Camile, viene coinvolta dal figliastro negher e dal pastore muto dell’imprenditrice morta in un improbabile viaggio in carrobestiame puzzoso alla ricerca del presunto colpevole.

Qui il libro diventa divertente benedico la Vargas, il Treno riparte e l’abbacchi der Pallaro s’appropinqueno. sono qualsi felice.

Entra in scena il commissario, che incontra il suo rivale canadese e sul quale, a un certo punto del libro, la Vargas dice una frase che mi rimane impressa.

Cioè che a lui mancano alcune rotelle, una di queste è la rotella della gelosia.

Urcocan! anche a me: non è che mi sento meglio per questo, che ci credo, che è una scelta consapevole di vita. E’ una rotella che mi manca è basta, un pezzo che non ho e che non ho mai avuto.

Vi risparmio il finale che sennò vi rovino la festa, ci sono altri morti, nazzisti redarguiti, piacevoli conversazioni sulla vita e sull’amore. Il commissario mi assomiglia ma è meno sfigato, Camile mi sembra di vederla e mi piace: comunque un bel libro che fa ponzare. Il treno s’è rifermato una decina di volte e mentre facevamo la fila per prendere il taxi alla stazione termini il Pallaro, dolente, m’ha comunicato che aveva chiuso la cucina. e perforza era mezzanotte e mezza. Non ci fosse stata la Vargas a tenermi compagnia mi sarei incazzato molto di più Grazie Fred! Dar Pallaro ci so’annnato er giorno dopo ho magnato bene, seduto fuori al sole, e ho speso pure poco.

 

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Racconti possibilmente umoristici
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