Manuale della giovane pantegana

Premessa

Da oggi la pianto per un po’ di scrivere inutili storie ilari e ricette che fanno ingrassare e metto a disposizione dei 4 gatti che passano di qua la mia colossale esperienza di uomo d’affari internazionale per coloro di voi che fanno o tentano di fare qualcosa di produttivo.

I consigli sono studiati per un ambiente lavorativo medio (finanza, assicurazioni, commercio) ma si possono applicare talvolta anche alla vita quotidiana dei disoccupati

Lezione 1 Le riunioni

Molto apprezzate dagli americani queste iniziative, almeno in europa, hanno i pregevole risultato di demolire, uccidere, stroncare sul nascere o quanto meno procastinare all’infinito qualsiasi progetto o processo aziendale in atto.

Forse la spiegazione è di carattere culturale: prendete 20 americani di una stessa azienda e la penseranno tutti più o meno alla stessa maniera: che siano alti e biondi o negri o ispanici, che siano nati nel bronx o a Beverly Hills, che siano uomini donne o tutti e due insieme, che siano istruiti nelle migliori università o vissuti in mezzo alle vacche loro condividono più o meno gli stessi valori: hanno visto e gli sono piaciuti gli stessi film, hanno mangiato le stesse porcherie da Mc Donalds, gli hanno raccontato le stesse cose a scuola ed in azienda e loro, se sono ancora in quell’ azienda, se le sono bevute. Alla fine trovano un accordo.

Se invece prendete 20 italiani o tedeschi che hanno sempre lavorato nella stessa ditta che siano anche gemelli omozigoti educati nella stessa scuola assieme per tutta la vita che abbiano frequentato tutti una sola donna a testa per tutta la vita e che queste donne siano anche loro gemelle omozigote fra di loro  e  siano state le uniche creature a venire in contatto con loro, essi, tutti e venti, avranno 20 opinioni assolutamente diverse ed antitetiche fra di loro. E’ proprio della nostra cultura essere contraddittoria e complicata per nostra fortuna.

Organizzate riunioni quindi nel caso vogliate boicottare consapevolmente qualche progetto molesto (contrario ai vostri interessi) in azienda.

Ecco quali saranno  i reali obbiettivi di ciascun componente di un gruppo di lavoro:

–          vedere di ottenere qualche vantaggio personale

–          se ciò non è possibile limitare le perdite cercando di ostacolare qualsiasi soluzione che comporti maggiore lavoro verso il proprio reparto

–          cercare di arrecare danni ai propri nemici all’ interno del gruppo

–          far bella figura con eventuali donne carine e/o capi presenti

–          fare della psicoterapia gratis scaricando sul gruppo tutte le proprie frustrazioni personali anche private

Anche se l’ ottimo Scott Adams nel suo libro “il principio di Dilbert” lo ha già fatto analizziamo qui alcune figure per illustrare i ruoli più comuni all’ interno di un gruppo di lavoro.

Il team leader

Designato ufficialmente come condottiero del gruppo è l’ unico a non avere assolutamente alcuna idea su quale sia l’ argomento in discussione . Non avendo alcuna capacità relazionale interrompe continuamente tutti provocando discussioni interminabili con urla e strepiti. Quasi sempre affetto da schizzofrenia paranoide cambia continuamente personalità e tono dell’ umore passando dal pontificare maniacale a crisi depressive in cui piange in modo irrefrenabile. Ha un potere ansiogeno terrificante spingendo anche le persone più sensate e preparate a crisi di identità o al suicidio.  Di solito è sufficiente il suo contributo per devastare il lavoro della più educata e collaborativa assise di esperti.

Il Piagnone

E’ un personaggio sempre presente che si lamenta in continuazione: lavora solo lui, non lo pagano niente, deve fare le cose più noiose e pesanti, tutti lo trattano male, l’ azienda, i colleghi  il mondo e ed il Padreterno hanno fatto una joint venture al solo scopo di perseguitarlo. Spesso lavora in contabilità.

I divagatori

Si tratta di un sottogruppo molto numeroso che va dal 30% fino al 100% del totale dei partecipanti. Queste persone hanno la capacità di disquisire per ore di qualsiasi argomento. dalla musica barocca alla fissione nucleare purchè non abbia alcuna attinenza con l’ ordine del giorno.

Il disfattista

Personaggio particolarmente pessimista secondo cui l’ azienda è destinata a portare i libri al tribunale nel giro di pochi giorni e che qualsiasi proposta o tentativo di rimediare è una sogno irrealizzabile. Veste prevalentemente di nero ed è considerato uno jettatore. Odiato dal team leader ha purtroppo quasi sempre ragione lui.

Il rappezzatore

Simpatico personaggio che tenta in tutti i modi di arrivare ad una conclusione cercando di tagliare il divagatore e contenere il casino provocato dal team leader. Spesso cerca di riassumere le varie proposte palesemente antinomiche riuscendo ad organizzarle in un sistema coerente e proponendo soluzioni di compromesso. Il pover’ uomo viene comunque sistematicamente ignorato ma non demorde nella sua instancabile attività di ricucire il gruppo. Spesso si tratta di una donna con forte istinto materno.

Il dormiglione

Quasi sempre ampiamente rappresentato è un impiegato esperto il cui contributo sarebbe assolutamente fondamentale per arrivare da qualsiasi  parte ma che proprio perchè conosce bene la dinamica delle cose se ne sta zitto tenendo per se la Verità.
Normalmente disegna cavalli sul blocco notes, compila la schedina o russa sommessamente appoggiato al gomito.
Molto raramente qualcuno dei presenti (di solito il rappezzatore) cerca di coinvolgerlo contando sul suo prestigio  e buonsenso per arrivare ad una soluzione sensata. A questo punto il dormiglione bofonchia qualcosa di sensato che viene comunque ignorato.

L’ ilare

Personaggio simile al precedente che assiste alla riunione come se si trattasse di una rappresentazione teatrale ridendo spesso sguaiatamente. E’ un impiegato di buon carattere che si diverte moltissimo alle riunioni e vi partecipa sempre volentieri, spesso portandosi dietro pop corn o noccioline.

 

L’ arrabbiato

Molesto disturbatore che ha la stessa visione della vita del piagnone (joint venture guidata da Dio per perseguitarlo) . Ma che invece di lamentarsi agisce in modo aggressivo urlando come un pazzo .

Il burocrate

Bigio topastro riconoscibile per l’ uso frequente di cravatta di lana anche in luglio che ha il compito di complicare cose semplicissime inventandosi procedure bizantine. Vuole che tutto sia sotto controllo e irregimentato in regole fisse sia al lavoro che in privato. E’ paranoico e possessivo. Sua moglie infatti va a letto con tutti gli abbonati Telecom, indipendentemente dal loro sesso o età, citati  nel volume M-Z dell’ elenco telefonico di Milano (compreso Sesto S. Giovanni, Cinisello Balsamo e tutti i paesi dell’ hinterland).

L’ abbandonato

Odiatissimo individuo che dopo una riunione di sei ore quando ormai è già passata l’ ora di pranzo e sono tutti esausti affamati e decisi a ri aggiornarsi la settimana successiva inizia a porre quesiti demenziali o a blaterare logorroici discorsi inconcludenti.  Si tratta di uno psicotico con una spiccata ansia da abbandono che vuole prolungare all’ infinito l’ esistenza del gruppo perchè ha paura di rimanere solo. L’ unico modo di farlo stare zitto è di trascinarlo via per i capelli.

La scaricatrice di porto.

Rude personaggio femminile, almeno per l’anagrafe, che per darsi un tono disinvolto con i colleghi uomini urla come una belva bestemmie e volgarità abominevoli che farebbero arrossire un portuale di Livorno. Ama anche dare energiche pacche sulle spalle  o cazzotti sulle costole dei colleghi e fuma spesso sigari toscani o mastica gomma americana  con la bocca spalancata. Appoggia spesso i piedi sul tavolo e quando è in piedi tiene le mani sui fianchi e le gambe divaricate, si gratta platealmente dove le capita con predilezione per il seno le ascelle e il sedere.  Di solito è molto più intelligente di tutti gli altri messi assieme  ed è l’ unico personaggio che in rarissimi casi riesce addirittura a portare il gruppo a prendere una decisione grazie alla sua energia esplosiva. Non dovrebbe mai mancare: èmolto pittoresca.

Antidoto alle riunioni

Può sempre capitare che le riunioni vengano usate contro di Voi o che siate voi a portare avanti un disegno più o meno criminoso e rimanete impelagati in una riunione.

1) Cercate di rimandare la riunione ad un momento in cui le persone più moleste siano in ferie.

2) Assumete l’atteggiamento del dormiglione per tutta la durata del meeting. L’ideale è guardale un punto nel vuoto situato dietro la nuca di chi vi sta di fronte concentrarsi sul respiro e recitare mentalmente un mantra. Vi collegherete così con il vostro maestro sen di Pochar estraniandovi completamente. Se non avete una vocazione mistica compilate platealmente la schedina rivolgendo ripetutamente al vicino domande tipo:  “Sambenedettese Ternana ci metto la X?

3) Lasciate blaterare a vanvera i presenti fino a quando no individuate inequivocabili segni di cedimento e fame: sbadigli, vicini che cadono addormentati, svenimenti. Se resistono fomentate con domande vaghe qualche divagatore in modo da prolungare ulteriormente il martirio.

4) Una volta accertato lo stato catatonico dei presenti prendere autorevolmente la parola (il risveglio di un dormiglione è un evento che comunque desta l’attenzione dei presenti.

5) Fate un breve riassunto di quanto riportato dai presenti dando ragione a tutti anche se in palese contraddizione.

6) Trarre le conclusioni enunciando a grandi linee quello che avevate già pensato dall’inizio come se fosse una logica conseguenza di quanto discusso in precedenza anche se non c’entra una beata mazza.

7) Rimettendo in ordine le vostre carte (le schedine Totip) alzatevi ed enunciate che siete felici che “abbiamo” concluso un accordo offrendovi di compilare voi il verbale (quest’ultima offerta è fondamentale). Nella peggiore delle ipotesi il 90% dei presenti correrà via come una classe di bambini indemoniati al suonare della campanella.

8) Nel verbale specificare anche i dettagli delle operazioni che non volevate o non potevate dire durante la riunione.

Esempio

Si deve decidere dove aprire una nuova sede commerciale per voi sarebbe molto utile che fosse aperta ad Aosta dove risiede la Vostra amante.

“Come giustamente dice il Solari dovremmo aprire in veneto, dove risiedono la maggior parte dei nostri clienti, infatti ha ragione il Bozzi che ritiene più indicata la Calabria, un area con migliori infrastrutture, quindi sembra a tutti logico aprire il nuovo punto vendita ad Aosta situata esattamente a metà strada”

Il verbale sarà quindi “ All’unanimità si è ritenuto opportuno aprire il nuovo punto vendita di 400 metri quadri del valore di 6 milioni di euro ad Aosta ed affidarlo in Gesitone alla Dottoressa Samantha Rovelli con stipendio base di 300.000 euro e provvigioni al 35%…

 

Low profile

Cercate in linea di massima di farvi notare il meno possibile: avrete la simpatia immediata dei colleghi e dei vostri capi ai quali gli impiegati zelanti stanno decisamente sulle palle perchè con la loro attività finiscono per attirare sul reparto più lavoro togliendo tempo prezioso alle parole incrociate.

Chi diavolo vi credete di essere! se per disgrazia la natura vi ha fornito un quoziente intellettivo superiore di quello di un frullatore cercate di dissimulare questa menomazione con pudore.

Soprattutto se avete ambizioni cercate di apparire il più stupido possibile: del perchè solo i più stupidi fanno carriera è presto detto.

Teoria darwiniana sulla propagazione della stupidità in azienda:

Se soltanto uno dei dirigenti è scemo si circonderà di funzionari più scemi di lui per non fare la figura dell’ idiota. Un giorno qualcuno di questi funzionari diventerà a sua volta dirigente e nominerà altri funzionari ancora più cretini. Quindi gli stupidi in azienda si moltiplicano come conigli selezionando la razza verso la stupidità assoluta.

Molto utile è dimostrare impressionante sbadataggine e scarsa memoria per esempio arrivare qualche giorno in ufficio con delle mollette da bucato attaccate ai lembi dei pantaloni o indossare direttamente i pantaloni del pigiama sotto un impeccabile giacca gessata e cravatta regimental. Guardate i colleghi come fossero dei marziani (chi è questo qui? mi sembra di conoscerlo) , mostratevi completamente avulso dalla vita dell’ ufficio, e non esitate a addormentarvi platealmente sulla scrivania possibilmente russando. In questo modo nessuno vedrà in voi un pericoloso concorrente e diventerete ben presto come minimo amministratore delegato.

 

As agreed before (come era stato deciso)

Buona tecnica di negoziazione appresa dai brokers di assicurazioni di Londra

 

1 arrivare in ufficio della vittima alle 5 di un  venerdì pomeriggio mentre sta per prendere la borsa per tornarsene a casa, meglio se in una giornata in cui il disgraziato ha avuto un pranzo di lavoro.

 

2 parlare in modo fumoso di una serie di argomenti complessi compresa la questione che vi sta a cuore (per esempio l’ acquisto di una nave da crociera), lasciando la questione aperta con la frase “urca ma sono già le sei dovrà certamente prendere il treno”.

 

3 tornare alla stessa ora il venerdì successivo con il contratto in mano con la frase “come eravamo d’ accordo venerdì scorso ho formalizzato la proposta nei termini che lei mi ha indicato, resta solo da stabilire il colore delle scarpe dei mozzi, proporrei verdi”

 

Nel novanta per cento dei casi la vittima non ammetterà mai di non aver capito una mazza e di non ricordarsi minimamente di cosa era successo il venerdì prima per cui si limiterà ad obbiettare “forse le scarpe sarebbero meglio nere” e firmare il contratto da voi prestampato.

 

Lezione 2 Gastronomia e turismo

Se lavorate nel reparto commerciale è assolutamente un must invitare il più spesso possibile i vostri clienti a colazione, che saranno ben lieti di ricambiare il favore.

Gli affari si fanno a tavola, sembra incredibile ma anche persone che potrebbero permettersi tutte le sere Aimo e Nadia, dicendo “Aimo stasera metti tutto il locale sul mio conto, Cahmapgne per tutti”  sono disposte a fare qualunque cosa per voi se gli offrite il pranzo.

Esistono alcune regole di buona creanza da applicare in questa circostanza.

 

1 Non fate economia, fareste fare una pessima figura alla vostra azienda, che penseranno essere sull’ orlo del fallimento. Scegliete sempre ottimi ristoranti blasonati dalla critica oppure, meglio ancora, buone osterie conosciute da pochi intimi dove si mangi veramente bene e l’ oste vi tratti da habituè .

 

2 Sia che siate ospiti che ospitanti ordinate tutte le portate Aperitivo Antipasto Primo Secondo Contorno Dolce Caffè e Liquore . Nel primo caso mostrereste di aver gradito l’ invito nel secondo metterete più a suo agio il vostro ospite che non si sentirà imbarazzato se ha ancora fame e vuol chiedere qualcosa. Non preoccupatevi di ingrassare, un aspetto pingue e adiposo da l’ impressione di solidità ed esperienza molto apprezzata dai clienti.

 

3 Se siete invitati e, per disgrazia di chi vi invita, siete vegetariani o avete particolari restrizioni alimentari ditelo subito in modo da orientare la scelta verso un posto che abbia la caratteristica di accontentare anche voi. Un mio collega una volta ha invitato una tizia vegetariana in un ristorante dove l’ unico piatto non di carne era riso bollito e per non fare la figura del cannibale ha dovuto ordinare per se un insalata. Fu la fine di una promettente relazione commerciale.

 

4 Il vino deve essere di buon livello ma senza esagerare nel prezzo ed appropriato alle vivande. Niente impegnativi Baroli o Brunelli. Però anche se siete al dolce, se notate che la bottiglia è piena solo a metà ordinatene immediatamente un’altra.

 

5 Non vi azzardate a parlare di lavoro prima di aver finito il secondo, rischiereste di sembrare venali e interessati. La conversazione deve vertere su argomenti generali e piacevoli: viaggi, gastronomia, vini etc.

 

6 Non alzarsi mai da tavola prima delle tre di pomeriggio: se siete stati invitati non insistete mai per pagare ma ringraziare, chiedere un biglietto da visita del ristorante e se volete strafare stringere la mano e fate i complimenti al cuoco.

 

7 Se dovete pagare voi fatelo con carta di credito senza guardare il conto

La perfetta conoscenza dei ristoranti nelle varie città italiani e nelle principali capitali europee è sintomo di prestigio sociale e ottimo argomento di conversazione.

Se avete mangiato veramente bene non dimenticate di portare un biglietto da visita al vostro capo con un accurata relazione sulle pietanze, soprattutto se avete speso 600 euro in due, ci andrà anche lui alla prima occasione.

 

8 Lo stesso dicasi per gli alberghi : il vostro capo s’ incazzerà terribilmente se andate in uno squallido tre stelle presentando note spese che confrontate alle sue sembrino micragnose e lo facciano sentire in colpa. Se volete farlo contento andate nel secondo migliore albergo della città così si sentirà più che autorizzato andare nel primo.

 

9 Se avete ospiti stranieri, soprattutto rappresentanti della casa madre estera, fate in modo da non trascurare l’ aspetto turistico lasciando tempo sufficiente per un accurata visita alla città e tradizionale acquisto di grappa e parmigiano presso negozietti di fiducia o una mezza dozzina di scarpe se si tratta di donne in carriera.

 

LEZIONE 3 COME AMMAESTRARE UN MEGALOMANE

Alcune persone spesso stolidamente stupide come conigli celebrolesi  (ad esempio io) sono dotate di un autostima parossistica ritenendosi dotate di poteri soprannaturali e di una visione strategica del mondo assolutamente geniale e originale come Giulio Cesare, Alessandro Magno o Napoleone.

Alcuni di questi personaggi amano dissentire da qualsiasi opinione sensata altrui facendo di testa propria al puro scopo di dimostrare a se stessi di essere i più forti e di saper imporre le proprie decisioni. Se avete un capo, un collega, un cliente o un marito così, forse non lo sapete, ma avete culo! Si tratta infatti di una delle tipologie di persone più facilmente manipolabili che manderete dove vi pare come fa un buon cane pastore con un gregge di pecore ammaestrate.

Cosa fa il cane?

Si mette nella direzione opposta di dove vuol mandare le pecore e abbaia.

Semplice no?  Basta seguire pedissequamente la tattica del cane.

Ci riesce lui che è un animale ci riuscirete anche voi che siete una persona, è matematico.

Basta  suggerire al megalomane in questione, con sensati argomenti, tutte le possibili alternative tranne quella che volete fargli prendere che lui, come la pecora, andrà nella direzione opposta a quella da cui abbaiate cioè dove volete.

Se non volete fare la parte del cane potete fare il pastore e compratevene uno: molti di questi megalomani hanno anche una rivalità puramente irrazionale con qualche altra persona, ufficio o reparto o ancora più spesso con la casa madre. Basterà dire che il suo nemico sta spingendo verso una direzione per fargli prendere quella opposta.

–          Forse dovremmo cercare di ridurre i costi, come giustamente ci suggerisce la casa madre tedesca, e bloccare le assunzioni..

–          NO! Qui a Roma decido IO, mi porti immediatamente il curriculum di sua cugina!

Infine è anche un utile strategia puntare sulla megalomania di Alessandro per finanziare una struttura o voi stessi in sede di colloquio di assunzione:

–          posso certamente capire che la mia richiesta di 200.000 euro l’ anno è nettamente al di sopra di quanto richiesto dagli altri, ovviamente se è fuori dal vostro budget potete  orientarvi verso un candidato di più basso profilo spendendo molto meno-

(trad. siete dei pezzenti! Anzi sei un pezzente, non ti danno abbastanza soldi per prendere uno figo come me, vatti a prendere il primo analfabeta che passa per strada)

oppure

–          certamente la nostra modesta struttura non ci consente di aprire una nuova agenzia a New York con 4000 dipendenti e un intero grattacielo a Wall Street al massimo si potrebbe aprire un ufficetto a Milano io, il rag. Zamponi, e una segretaria part time in un seminterrato di Quartoggiaro-

(trad. siamo dei poveri sfigati provinciali senza speranza, non possiamo che rimanere nello squallore, sei un fallito che lavora per un azienda di morti di fame…)

 

Vedrete che i soldi salteranno fuori.

 

 

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Informazioni su limiteumano

Racconti possibilmente umoristici
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