Mexico pantegana blues

“In considerazione della Grandiosa fusione tra le nostre adorate compagnie abbiamo il piacere di invitarla a Città del Messico  per un meeting internazionale in cui i colleghi delle due entità avranno modo di conoscersi e fraternizzare in un clima di simpatica giovialità e gozzovigliante allegria.

Abbigliamento consigliato :

Di giorno: Smart casual:

Maschi: pantaloni chinos o bermuda, camice a quadri con bottoncini al colletto, scarp de tenis;

Femmine: camicette a colori pastello e pantaloni aderenti, sandalazzi unghie dei piedi colorate (anche di colori strani).

Di Sera: Formal

Maschi: gessati in polietilene blu, camicia a righe con gemelloni catarifrangenti, scarpe in ferro, cravatta con animali selvatici.

Femmine: camicette bianche semiaperte, completini scuri e austeri ma con gonna max tre centimetri o spacchi stile Via Porpora, tacchi sadomaso  .

Al Vostro arrivo presso l’ aeroporto sarete accolti da una graziosa valletta recante il logo della Compagnia che vi farà accomodare in limousine presidenziale blindata che vi trasporterà presso l’ hotel Camino Real .

Per favorire la nascita di un clima di cameratismo la sistemazione sarà in camere doppie assegnate in modo che nessuno dorma con uno della sua stessa compagnia.”

Questo c’ era scritto sul maledetto invito ma , dopo un massacrante viaggio di 14 ore, sono qui all’ aeroporto di Città del Messico ora locale 5 del mattino e non vedo nessuna dannata hostes: c’ è solo un abbondanza di tagliaborse veramente loschissimi che offrono passaggi su automezzi scassati.

Riesco a prendere un taxi (maggiolino WW) che sembra avere una parvenza di ufficialità (è verniciato di bianco e verde e c’è su scritto taxi sopra le luride porte che si chiudono col fil di ferro) mi portano al maledetto albergo dove dicono che non c’è nessuna prenotazione .

Dopo un estenuante discussione in inglese francese italiano e spagnolo maccheronico, finalmente mi danno la mia stanza che dovrei dividere con un collega giapponese, che per ora non si è visto , prego il Signore che il nipponico sia morto in una sciagura aerea  che mi si lasci dormire in pace.

Mi sveglio verso le undici e incontro al bar i colleghi di Madrid e Parigi, mi sembrano perplessi, devastati dal viaggio e incazzati come pantere: il madrileno è un po’ anziano, soffre d’ insonnia e il suo compagno di stanza americano di 22 anni che non ha cambiato il fuso è rientrato sbronzo alle due accendendo la tele su una partita di football, alle sei era già in piedi a fare ginnastica e doccia per due ore  sotto la quale cantava canzonette di moda.

Il Francese invece è finto con un altro americano di 160 kilogrammi  che russava in modo pesante ed emetteva anche altri rumori su cui non abbiamo chiesto precisazioni.

Il mio coinquilino giapponese per mia fortuna ha preso uno dei taxi irregolari di cui io avevo diffidato, lo hanno trovato nudo e malconcio, ma ancora vivo, in una discarica vicino ad una favelas a circa 50 km dall’ aeroporto , dopo aver bestemmiato per mez’ ora senza neanche prendere fiato ha voluto salire sul primo volo per Tokyo. Che bello:i avrò la camera tutta per me.

Passeggio con i due malcapitati per la città. Il parco che pensavo fosse infestato da abominevoli bande di banditi e narcotrafficanti  sembra Hyde Park , vi regnano ordine pulizia  e frotte di messicani in tuta che si dilettano in joggin , arti marziali e tutte le più svariate torture atletiche occidentali .

Il museo di antropologia locale è bellissimo: la Domenica è gratis e una disciplinatissima fila di indigeni locali aspetta educatamente di entrare. Tutti prendono appunti su quello che vedono e dopo tre ore di visita finiamo a mangiare in un ristorante in centro.

Incrociamo al ristorante un collega inglese: è appena stato rapinato e malmenato sul Paseo della Reforma aveva rifiutato di farsi pulire le scarpe da un tizio che sosteneva di avergli già versato del lucido sopra le calzature è stato quindi aggredito dagli amici del lustrascarpe . Si è liberato di loro lanciando il contenuto del suo portafoglio in mezzo alla strada sul quale si sono immediatamente avventati gli aggressori.

Questa astuta mossa da Indiana Jones a fatto si che l’episodio si ripetesse per tre volte di fila dato che in poche ore tutti i lustrascarpe di Città del Messico sapevano della sua abitudine di lanciare i soldi per aria quando adeguatamente malmenato.

Dopo una breve dormita in albergo siamo svegliati dall’ annuncio di un imminente cocktail.

I nuovi colleghi americani all’ inizio tendono a stare per conto proprio versandosi colossali margaritas e sganasciando sghangheratamente . Poi timidamente ma incoraggiati dall’ alcool ci approcciano.

Noi europei abbiamo un etichetta col nome rossa mentre loro ce l’ hanno azzurra. Ci sentiamo un po’ degli ebrei ad un raduno nazista, ma beviamo lo stesso i nostri margaritas  e mangiamo noccioline spensierati.

Arriva finalmente il nostro fiore all’ occhiello: la mitica Tamara avvenente dark lady produttore di Riga colei che in due anni è riuscita , evitiamo di chiederle come, a incrementare di 8 volte il fatturato nelle repubbliche baltiche. Sfoggia un completo nero con scollature e spacchi e trasparenze tali da lasciare senza fiato i presenti, con i suoi tacchi di 10 centimetri supera agevolmente il metro e novanta. Fuma voluttuosamente da un bocchino di mezzo metro e per un quarto d’ora nessuno ha il coraggio di avvicinarla

La presentano al nuovo direttore per l’ Europa dell’azienda che ci ha comprati  che esordisce con un inopportuno “ma dov’ è Riga in Bulgaria?” . Tamara ci rimane malissimo: adesso somiglia a un gigantesco coniglio nero impagliato.

Andiamo a mangiare:  le bistecche pesano un chilo ma io nelle ultime 24 ore ho mangiato solo le  noccioline: sono l’ unico a finire il mio piatto.

Poi è successa una cosa strana: il nuovo capo di Monaco si è alzato in piedi sulla sedia ed ha iniziato a fare una lunga predica in latino. Nessuno ha capito niente ma gli americani hanno applaudito con entusiasmo alzando i bicchieri e fischiando di approvazione.

In chiusura di serata c’ è stata una grandiosa festa da ballo purtroppo funestata da un incidente : uno dei vari vice-presidents  ha invitato a ballare l’ attempata signora Grunter nostra dirigente di Amburgo. Probabilmente la differenza di altezza 1,95 la Grunter contro 1, 56 del suo cavaliere ha provocato l’ inciampamento della tedesca che è franata al suolo rompendosi una gamba . La signora ha urlato bestemmie terrificanti e commenti non lusinghieri circa la statura del vice-president sia in tedesco che in inglese temendo di non essere compresa.

Il giorno dopo ci hanno riunito e proiettato una specie di spot pubblicitario fatto montando le nostre fotografie, poi dopo un discorso aulico del presidente che si concludeva con “ We are simply the best in the world” hanno attaccato della canzone Simply the best della povera Tina Turner a volume altissimo seguito da 20 minuti di urla selvagge di approvazione degli hooligans. Ci hanno poi fatto fare un lavoro di gruppo che consisteva nel  montare un pupazzetto di lego imitando un modello disposto poco più in la’. Gli americani lo hanno fatto velocissimi non avendo fatto probabilmente altro per il resto della propria vita . Noi ci guardavamo perplessi , devono averci presi per scemi.

Nel pomeriggio siamo invece andati tutti in pulman a vedere le piramidi ed è stato proprio lì che la maledizione di Montezzuma ha fatto le sue prime vittime . Un collega è diventato bianco proprio in cima alla piramide lanciandosi giù per le ripidissime scale in direzione delle Toilets. E’ scattato l’ effetto domino  ed i colleghi colpiti sono aumentati, Montezzuma  non ha voluto fare  ingiustizie colpendo equamente tra le nostre fila e quelle nemiche poi ha infierito su noi tutti scatenando un tremendo temporale.

Noi superstiti siamo stati trasportati in pulman presso la fazenda di un latifondista locale manager dei nostri nuovi padroni.

La serata è finita con una sbronza collettiva terrificante con gli americani che si spruzzavano vino rosso in testa e si lanciavano costine mezza spolpate.

I bagordi sono continuati in albergo con esaurimento di tutta la scorta alcolica del Camino Real compresi i minibar barbaramente saccheggiati .

I danni e gli schiamazzi sono stati tali che la direzione dell’ albergo ci ha diffidato dal tenere ulteriori riunioni per il futuro.

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Racconti possibilmente umoristici
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