Navigatore satellitare

Modena ore 13 e 30

Attilio lo incontri in tutto il suo magnifico splendore all’autogrill Modena Sud mentre ordina:

–         Ciao Moira, un cotechino con purè e mezzo lambrusco-

–         Attilio, sempre al limite umano veh!-

–         Sempre!

Lo salutiamo io ed il Biscazzi, Attilio sorride ma va a sedersi da solo ad un tavolo lontanissimo e apre il Corriere della sera.

Non che se la tiri: è uno che si fa un paiolo così, uno che se può aiutare un collega lo aiuta, una volta un rappresentante di Mantova s’era rotto un braccio e lui lo ha accompagnato in giro andando anche fuori zona fin quando non gli hanno tolto il gesso.

Ma Attilio, non sa nemmeno in che serie gioca il Milan, non ha in casa la televisione, al posto della radio ascolta CD di musica classica noiosissimi, mai una storia con una collega.  Con lui non si sa mai che dire.

Veste un gessato grigio Oviesse che non si capisce se da vent’anni è sempre lo stesso molto ben conservato o se ne ha comprato uno stock di 30 esemplari identici. Comunque questo non gli impedisce di vincere da trent’anni il titolo di Top Performer, il miglior venditore dell’anno, qualunque sia l’azienda per cui lavori.. che siano guaine per tubi o cavi, coils, pannelli refrigeranti, componentistica industriale o valvole per raffinerie.  Va, vede e vende, come Giuliocesare.

Attilio ha gli argomenti, è razionale, essenziale, conciso: ascolta il cliente, lo capisce, si sintonizza, ed è solo dopo che parla. A quel punto il cliente, che ha sempre ragione, firma sereno, sicuro di aver fatto una cosa saggia, per l’azienda.

Lo guardo finire il cotechino, prende in mano il cellulare, un modello vecchio grande come un mattone, compone un numero cosa alquanto anomala: il suo telefono ha solo due funzioni: ricevere e telefonare e fino ad oggi l’ho visto usare solo la prima.

Ride! Attilio ride, non sembra una telefonata di lavoro.

 

Cinisello Balsamo ore 19,30

Attilio esce dall’autolavaggio ha comprato anche un alberello profumato al pino silvestre piuttosto sospetto.

Svolta in direzione Sesto San Giovanni alla volta dell’appartamento di Grazioli Ines, anni 36, stato civile separata, addetta commerciale, segretaria particolare dell’azionista di maggioranza, contabile e all’occasione paraninfa della Ferrotubi Brianzola .

Attilio nota un vecchietto su una bici che scivola nella notte, lo affianca.

La sua diffidenza per la tecnologia lo ha sempre tenuto lontano dal navigatore satellitare installato ormai da tre anni sulla sua Passant  aziendale, media 150 Km/h (comprese le statali) malgrado i numerosi autovelox disseminati ovunque, ma prontamente individuati su un’apposita cartina  co precisi segni a matita e resi inoffensivi grazie a sapienti frenate.

Il vecchiardo satellitare gli indica la corretta direzione per recarsi da Ines. E’ il loro primo appuntamento: il programma della serata è un classico:

1 cena da Masuelli (Alfio è fissato con la cucina tradizionale e non bada a spese),

2 film d’autore all’ Eliseo

3 eventuale drink in zona navigli strategicamente posizionata nei pressi dall’abitazione diAttilio nel caso ve ne fosse bisogno

4 se esito positivo, bicchierino della staffa nell’abitazione di cui sopra

Sesto S. Giovanni ore 20,15

Ines esce di casa in tenuta da guerra. Attilio è piacevolmente sorpreso dalla mise della signora che lascia pochi dubbi circa le intenzioni del soggetto. Potrebbero risultare superflui i punti 2 e/o 3 del piano di cui sopra, con risparmio di 20-30 Euro e di molte inutili conversazioni.

Ines dice “Ciao” e comincia a trafficare immediatamente coi comandi della Wolksvagen, Attilio lascia fare paziente.

Attiva contemporaneamente una radio commerciale, i tergicristalli e il navigatore satellitare che viene impostato sulla destinazione Masuelli, viale Umbria.

L’unica cosa utile sarebbe il tergicristallo dato che sta iniziando a piovere fitto. Il satellitare, non serve a niente dato che Masuelli rappresenta per Attilio una specie di stella polare che sarebbe in grado di raggiungere bendato dalla periferia di Shangai.

–         Girare a destra- dice il navigatore che ha una voce un po’ nasale e un leggero accento toscano, Attilio stava per tirare dritto,  è perplesso ma segue l’indicazione.

Finiscono in viale zara in un traffico spaventoso, stanno costruendo la metropolitana, stanno fermi un’ ora.

La ragazza si mette a parlare del Grande Fratello, Attilio è completamente impreparato, cerca di bluffare ma cade in errori grossolani e imperdonabili contraddizioni.

Il navigatore li porta, dappertutto tranne che da Masuelli, strade interrotte, vicoli cechi, ingorghi siderali, sono ormai le 22 e 20.

La conversazione si sposta, sugli outlet svizzeri, Attilio non ne sa nulla, cerca di spostarla con abilità dalla Svizzera alla Mongolia dove ha fatto un interessante viaggio. Scopre che la ragazza non è in grado di ascoltare una persona per più di 8 secondi senza interrompere con argomenti che non c’entrano nulla.

Finiscono in Via Covone, agli antipodi di Masuelli, in un ennesima coda: professionisti e padri di famiglia di tutta la Lombardia che si accalcano attorno a una decina di transessuali. Uno di essi, un brasiliano alto un metro e novantacinque in tutù color malva, saluta calorosamente Attilio mentre cerca di uscire dalla coda, non si sono mai visti, ci deve essere un errore.

Arriva la polizia fa un controllo: controlla i documenti di Attilio e di Ines scambiandola sulle prime per un travestito, tratti forse in inganno dall’abbigliamento della ragazza.

Malgrado Ines dalla descrizione fatta fin ora possa apparire un po’ superficiale, posso assicurare che ha numerose buone qualità tra le quali però non figura il senso dell’umorismo.

Pertanto Ines non ha colto appieno il lato comico dell’incidente testé descritto dando in escandescenze contro il povero Attilio, insultandolo con una serie di epiteti non ripetibili integralmente ma di cui daremo una sintesi utilizzando gli unici due conformi al decoro di questa pubblicazione: “finocchio e pervertito”.

Ines ha preteso poi di essere accompagnata alla più vicina stazione della metropolitana dove è partita in direzione Sesto Marelli.

Attilio, scosso per la faccenda, ha per prima cosa spento la radio e inserito un Adagio di Abinoni, poi ha cercato di spegnere il satellitare ma gli è sembrato che dicesse:

“quella cretina non era per te”

Esterrefatto ha frenato di colpo, ma è stato tamponato da una fiat 500 che sopraggiungeva a poca distanza.

Sceso dall’auto è stato insultato dal cinquecentista che si è premurato di domandargli ragione della subitanea e immotivata frenata.

Attilio ha risposto che in base al codice della strada chi tampona ha sempre torto indipendentemente dalle motivazioni che hanno indotto l’ autista dell’auto che precede a frenare ma che dal momento che la 500 appariva devasta mentre la sua auto presentava solo un lieve segno di vernice sul gancio del traino avrebbe lasciato correre.

Risalto  in macchina,  ha alzato il volume del navigatore e impostato la direzione di casa sua. Sperava che dicesse qualcosa.

Diceva le solite cose: girare a destra, svoltare a sinistra ma gli sembrò che avesse un tono un po’ ironico e, quello che era certo e che non lo stava portando a casa..

Arrivati  ad una fermata del tram di  Quarto Oggiaro, il navigatore disse “destinazione raggiunta”. Una ragazzo, nero come il carbone fradicio di  pioggia, aspettava un tram che non sarebbe mai arrivato, tremava dal freddo. Gli offrì un passaggio: si sarebbero sposati sei mesi dopo ad Amsterdam.

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Racconti possibilmente umoristici
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