Sesso all’esselunga

(titolo originale “L’uomo che piangeva nei supermarket” così modificato dal nuovo direttore marketing, vedere comunicazione precedente)

L’esselunga di Quartoggiaro si stagliava prometica sullo sfondo di un cielo plumbeo, ma lui l’eroe era lì impavido.

Doveva farlo, doveva affrontarlo anche se la sua strizzacervelli non lo aveva incoraggiato. Era brava la sua strizzacervelli, una che sapeva fare il suo mestiere. Quando l’aveva incotrata per la prima volta le aveva detto soltanto “piango, piango dappertutto, sempre: nelle stazioni, per strada, nei supermercati”  eppoi non era riuscito a parlare per un bel po’ ma lei lo aveva capito, lo aveva guidato, gli aveva fatto acchiappare tutti i suoi tarli, con le sue mani. Ora stava meglio.

L’idea di affrontare il Mostro, il luogo più triste della terra e uscirne vittorioso gli era venuta guardando la corrida alla televisione. ” che bisogno c’è di mettersi alla prova, di compiere un atto simbolico che potrebbe destabilizzarla?”  disse la psichiatra ” voglio farlo è importante per me”.

Aveva scelto con cura il supermercato, quello di Quartoggiaro gli sembrava il più triste di tutti. Si era vestito di tutto punto come per andare al lavoro: abito gessato grigio, in tre pezzi, cravatta tinta unita azzurra, camicia bianca con gemelli, era un po’ ridicolo vestito così al supermercato in quella domenica di fine novembre.

1 Garage

Lo squallore, le macchine parcheggiate, la solitudine, il buio

2 Ascensone

Neon freddo, muri binchi spogli

l’ospedale, la malattia

3 Il bar sulla destra,

i cornetti surgelati, le sedie di plastica

4 il reparto verdure

erano al mercato di Nizza lui e sua moglie, era una bella giornata di sole, si sentivano allegri, si tenevano per mano, si divertivano a comprare le cose più starne, grossi salumi in gelatina, formaggi dalle forme più singolari, sacchettini di spezie. avevano pranzato all’aperto, frutti di mare. lei lo aveva lasciato un anno dopo, anche quel giorno a Nizza aveva un altro, stava pensando ad un altro. ma forse no, forse quel giorno lì era lì con lui ed era felice e basta.non aveva pianto.

5 reparto giardinaggio

il suo balcone fiorito, sempre sua moglie, gli piaceva passare la domenica nei vivai, le piante poi morivano, il clima milanese le uccideva in poche settimane.

6 reparto pesce

– mi dia un chilo di cozze.. si grazie le pulisca

la ragazza al banco è una sudamericana ha le mani rovinate

– anche quei gamberi.. grazie

7 reparto formaggi e insacccati

non avrebbe voluto preti al suo funerale, non avrebbe voluto nessuna cerimonia, non avrebbe voluto essere impilato in una colombaia come quei panetti di burro ordinatamente disposti negli scaffali, perchè gli uomini devono sempre compiere dei rituali? fare delle cose senza senso? matrimoni, funerali, cimiteri

8 reparto carni

il coniglio naturama non era male lo aveva letto sul Corriere della sera, gli ricordava il suo gatto morto di quando era giovane, vaffanculo ai ricordi lo farò alla cacciatora con la polenta, rapido ritorno a prendere le carote e il sedano

9 una scatola di uova di lompo

le aveva portate la sua collega Cristina durante quel fine settimana in montagna, a ponte di legno: pioggia, neve sciolta, nessuno in giro, lei che non sapeva cosa dire, lei che aveva la voce spenta di una telecronista bulgara, lei che aveva simulato goffamente. ora era fidanzata col Ragioner Bruni dell’ ufficio acquisti, sembrava felice.sorrise.

10 scatolame

lo scatolame era allegro prese diverse scatole di legumi, ceci, piselli, fagioli

11 cancelleria

la noia della scuola elementare, un bambino diverso, introverso, caratteriale ma ne era uscito vivo, aveva un lavoro, degli amici non era poi il deficente che i suoi insegnati avevano individuato in lui. mise una scatola di pennarelli nel carrello: non gli servivano ma erano colorati

12 dolciumi e biscotti

non faceva colazione, beveva un caffè al bar, aveva alzato la testa guardava una mamma con un bambino che faceva i capricci, passò oltre

13 detersivi

la sua domestica filippina gli aveva chiesto dei guanti, le aveva guardato le mani, erano piccole, lei aveva sorriso

14 il reparto vini

ce l’aveva quasi fatta, vide la bottiglia di champagne in offerta speciale ebbe un attimo di esitazione, e se poi non ce la faccio? ne prese due con un gesto deciso

15 libri giornali

il corriere della sera ormai sembrava novella 2000 veline e calciatori che parlavano di politica, politici che parlavano di calcio e di donne. prese Topolino.

16 La casa nove

La cassiera della nove pensò: ” è lui, è l’uomo che piange nei supermercati, oddio speriamo che non lo faccia di nuovo, speriamo che scelga un altra cassa”

La tizia davanti a lui nella fila gli passo il pezzo di plastica “cliente successivo” “grazie”

17 Ultima insidia

un mazzo di fiori vicino alla cassa colorato, ma moscio e patetico

l’eroe ebbe un mancamento: prese quei cazzo di fiori e sbattè anche loro nel carrello

consegnò la tessera, pagò, aveva vinto, i corridoi dell’esselunga di quartoggiaro erano  sconfitti dietro le sue spalle. decise di strafare, voleva umiliarli quei corridori, infierire sul cadavere di quell’ esselunga

” i fiori sono per lei” disse alla cassiera della 9, aveva un cartellino di plastica al petto, c’era scritto Claudia.

” anzi, se vuole, Claudia è per lei anche tutto il resto, lo champagne, le cozze, il coniglio i pennarelli: venga via con me, adesso”

Claudia, non disse niente, prese la borsa abbandonò la cassa metre la gente in coda protestava “e adesso dove va sta disgraziata, pensa te!” era piccola di statura ma di aspetto gradevole e con un bel paio di tette

le rovine dell’esselunga giacevano desolate vicino ai binari morti delle ferrovie nord a Quartoggiaro, lui le aveva portato via la cassiera della nove.

la psichiatra doveva aver esagerato col Prozac

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Racconti possibilmente umoristici
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