Viaggio in indocina

partire è un po’ vivere

Parto.

tre paesi del sud est asiatico da esplorare: Laos, Cambogia, Vietnam, di cui non so quasi nulla, non mi sono preparato volutamente.

15 compagni di viaggio mai visti e conosciuti, con cui dovrò dividere gioie e dolori, inevitabili scazzi e delusioni, momenti di noia e di esaltazione

uno zaino semivuoto, un libro, due paia di pantaloni, 5 magliette, 5 mutande, medicine e il resto lo compro lì

cambio di prospettiva, nuovi problemi da affrontare, non so se si rivelerà una catastrofe o qualcosa di piacevole, comunque vita

un bel tot di migliaia di chilometri dall’italia, di cui non sentirò la mancanza, visto che sta bruciandosi da sola in un lodevole tentativo di suicidio collettivo di un popolo ormai più abrutito che cinico.

scriverò da qualche internet caffe in giro per l’asia, auguro buone vacanze alle simpatiche persone che hanno visitato questo blog lasciando talvolta tracce della loro visita

a risentirci

aereoplani nel mondo

sono a Siem rep in cambogia (pronuncia siamo rape in barese). e` iniziato perdendo il treno della malpensa, capitando in un posto sfigato, con una cuffia che non funzionava e due cinesi strane vicino: una piccolissima che riusciva a mettere i piedi nella tasca dei giornali e una spliungona con le gambe incrociate e i piedi appoggiati il destro sul bracciolo sinistro e vice versa. ma le emirates in barba al profeta offrono vinazza a profusione e io approfitto a dubai un caldo tipo sauna secco ma piacevole, un gran casiono, allarme che suona non cagato da nessuno per un ora a bankock un doganiere mi ruba la penna, una penna da 50 centesimi di plastica, un altro tizio mi riporta lo zaino contrenente ogni ben di dio che avevo lasciato in giro distrattamente. regole burocratiche inventate la per la gente gentile, mangio una zuppa piccantissioma con una birra ghiacciata mi sembra la cosa piu`buona degli ultimi anni. ora come ho detto siamo rape, e`tardi, vedremo domani

Siam Rap

divido la stanza con un professore delle medie emiliano. si vede che ci sa fare coi marmocchi, ne raduna sempre grandi comitive comprando da loro bracciali e altra oggettistica locale dopo lunghissime trattative.

fa bene,  i marmocchi locali sono una delle cose piu`belle a vedersi assieme ai bufali grigi tra l erba verde chiaro, alle ragazze con gonne colorate che lavorano le risaie, alla bambina che lega un grosso muccone martellando un paletto di di ferro di santa ragione.

la gente vive su palafitte, dorme in amache sotto i pali di sostegno sperando che il monsone non li spazzi via: sembrano tranquilli sorridono, e dispongono di svariati bovini e pollastri, le donne e i bambini lavorano la terra, gli uomini non si vedono, forse a lavorare forse a bere birra cerchero`di capirci di piu

interessanti i templi mezzi induisti e mezzo buddisti, le due religioni convivono pacificamente dopo alcune incertezze, lotte e riciclaggio dei templi da una religione ad un altra Angkor eùnáttrazione turistica e siamo una vagonata di pirla che fa le solite foto.`

ultima trovata del commercio locale e`fotografarti e stampare la tua foto su un ridicolo piattino con altre foto dei templi, a me non mi fotografano, per fortuna sembro uno che non sgancia

ma e`inutile fare il turista intelligente, faccio le solite foto pure io e me ne frego

a un certo punto una compagna di viaggio di torino avverte il marito:

caro guarda che hai un serpente li vicino a dove sei seduto

che serpente

li a destra, suggerirei di alzarti

il marito si alza mentere la guida ci spiega che si trattava di un cobra dorato, hai cinque minuti prima di tirare le cuoia se ti morde. giuro che non me la sono

Verso Phnom Penh

Chong Kneas e`un villaggio galleggiante sul lago Tonle sap uno dei piu`grandi della zona. galleggia tutto, le case , la scuola, il campo di calcio, persino il biliardo che richiede una certa stabilita`, spero non giochino la goriziana. Il villaggio si sposta a seconda della stagione e del livello del lago, anche di diversi chilometri.

non hanno un cazzo meno male che le nazioni unite hanno pensato di regalare a tutti una televisione

facciamo un giro in barca, tre ragazzini 20 anni in tre, ci inseguono velocissimi con una sgangherata canoa a motore, una tizia di diecánni sale a prua con un secchio di lattine che sara` pesato 10 chili. spicca un salto dalla canoa e atterra sui 10 centimetri di bordo barcone cercando di venderci la cocacola. sono abbastanza esterefatto, nessuno potrebbe sperare di vincere una guerra on gente del genere, almeno quando gioca in casa. allevano coccodrilli, pesci o li pescano, i coccodrilli se li mangiano e quando muoiono si fanno mangiare dai coccodrilli in un ciclo che si ripete.

Dopo la visita assaggiamo il serpente in un ristorante dove ci sono amache al posto dei tavoli, il serpente non e`male (sa di quaglia o forse piccione)

Unas nostra compagna di viaggio sta male ci fermiamo in una casa privata che ci offre il suo bagno,  l’ autista le compra balsamo di tigre, guarisce subito.

Viaggiamo in pulman verso Phnom Penh, cerco di chiacchierare con una vecchiarda locale, parla bene ma capisce poco, conversazioni surreali sul tipo

avete i bufali anche in italia

si,  ci facciamo le mozzarelle, una specie di formaggio

come si chiama questo fiume

viene dalla cina

ma quale e`il suo nome

dalle montagne della cina

(scusate ma qua non cé`il punto interrogativo. Sul pulman trasmettono viedo musicali ci sono tre tipi di video

1 sono in una risaia, lui si propone come un bravo ragazzo, le lo manda a cagare

2 lei si fa male, lui la soccorre, lei spesso muore

3 rock tarro in una discarica dove bruciano copertoni

ci fermiamo in autogril: pompelmi grossi come palloni da calcio e ragni fritti, li guardo e … non ce la faccio a mangiarli..

Tra tutte queste meraviglie la cosa che mi stupisce di piu`e`un veneto che mangia un panino portato da casa, il panino che ha viaggiato di piu`al mondo

Phnom Penh e`caotica come immaginavo, ma le macchine si fermano per farti attraversare o almeno ti schivano, soliti vecchi italiani con prostitute tredicenni, visitiamo i campi di concentramento  di pol pot, di cui farei a meno e la bellissima pagoda argentata con statue di budda di tutti i materiali e dimensioni, piove che dio la manda, visitiamo un isola di tessitori nessun occidentale la gente ci sorride, ci saluta e tenta di venderci la loro stoffa,

andiamo a cena in un posto trucissimo, se non sentite mie notizie avvisate il gatto

mekong e saigon

il delta del mekong me lo immaginavo diverso, sinuoso e pieno di isole che non ci si orienta, invece e` una autostrada d’acqua color cacca dritta sparata come il po a cremona. lo navighiamo in barca dopo un viaggio su un pulmino scassato, fanno finta di capire l’inglese ma sanno quattro parole e non capiscono niente ma dicono sempre si si a qual;unque domanda. case galleggianti, sotto le case allevano pesci, tipo scardola, tipo pesce rosso, gli danno da mangiare mangimi chimici che riescono a stento a ricomprare col ricavato dei pesci che stanno li` a mangiare sotto il loro soggiorno ordinatissimo. a can tho riesco a mangiare una fonduta vietnamita piuttosto buona, citta commerciale tranquilla. tutto il vietnam e` un enorme mercato, tutti vendono di tutto, chi non ha niente si arrangia con noci di cocco o ananassi che crescono un po’ ovunque. visitiamo una fabbrica di spaghetti di riso, li impastano di fianco al porcile, ma sembrano buoni lo stesso. trovo un cesso, una vecchiarda mi chiede l’equivalente di dieci centesimi, non ho valuta, le sgancio un dollaro. lo guarda stupefatta per mez’ ora poi scappa via felice. c’e` un mescato anche in mezzo al fiume, le barche hanno una specie di palo con sopra la merce in vendita, per lo piu` zucche, rape, pompelmoni giganti. sulla terra ferma vendono invece anche carni e pesci spiccanno freschissimi topi squartati esposti ordinatamennte e rane squoiate vive che ancora saltano, qualche serpente, stavolta niente ragni. Saigon e` tremenda come molte capitali del terzo mondo 9 milioni di persone e 5 milioni di motociclette: il che non sarebbe neanche male se non fosse che sono tutte sempre per strada a suonare all’impazzata. il pedone non e` contemplato, se non nelle quattro strade centrali di lusso non ci sono manco i semafori. i marciapiedi sono ingombri di bancarelle o motorini parcheggiati, lo fanno a tutta birra, passandoti davanti ai piedi visito un paio di pagode, girello un po` alla cazzo. ma la zuppa di bue e` buona e la birra gelata.

hoi an sopravvivere a saigon

devastato dai motorini di saigon mi chiedo (senza punto interrogativo che qui non esiste)

Dove va tutta sta gente in motorino. e` possibile che vadano tutti da qualche parte. sospetto che girelleino a caso giusto perche` gli piace.

Tutti hanno un negozio, se hai una casa ci metti sotto una bottega. stanno aperti dalle sei di mattina alle undici di sera.

lavorano come matti

si venderanno azioni vietnamite. mi devo informare, sono assolutamente da comprare.

intanto mi riposo, in questo tranquillo paese di mare tra improbabili siti archeologici patrimonio dell’ unesco costituitio da quattro mattoni in croce e belle spiagge deserte

ci si risente

 

Hue, guide turistiche e sorci veri

Dopo la sosta a Hoi An graziosa cittadina storica cinese e balneare mi trasferisco a Huen posto famoso per la bellezza delle ragazze locali e i monumenti imperiali Ming sfuggiti da queste parti. Le due cose devono essere correlate in quanto i sovrani sposavano dalle cento alle cinquecento mogli, scegliendosele probabilmente carine e selezionando la specie.

Capitiamo in un ristorante segnalato da ben due delle guide turistiche piu` popolari si chiama in un altro modo ma io lo chiamero` Epatite. Le guide lo chiamano epatite ma nella stessa via ci sono tre ristoranti uno attaccato all’altro con nomi simili, li chiameremo Epatite A, B e C. Tutti vantano di essere il vero e unico Epatite e sono tutti ugualmente luridi in modo mai visto. Scegliamo Epatite B dove un oste sordomuto si diletta con un apribottiglie rudimentale.

Consiglio da amico: se un ristorante e` segnalato da note guide di esperti americane che di cucina capiscono solo la differenza tra Ketchup e mostarda annotateveli e andate altrove.

In albergo dovremmo dormire in quattro maschi in due lettina a una piazza e mezzo. Spossato dal viaggio decido di prendermi il lusso di una singola tutta per me a mie spese.

Accendo l’aria condizionata, faccio la doccia, e mi ritrovo la cascata delle mormore sul letto. Chiamo il portiere.

Che c’e`?

L’aria condizionata non va

ma se rinfresca benissimo

di rinfrescarer rinfresca ma la vedi la cascata?

Sorry, ti cambio la stanza

Nella nuova stanza noto delle formichine morte sul lenzuolo. Utilizzo il sacco a pelo e ci dormo su, mentre mi addormento constato che le formichine morte somigliano molto a stronzi di topo.

Addormentatomi il suddetto topo viene a farmi fisita camminandomi sulla spalla

Bestemmia

Richiamo il portiere:

ci stanno li sorci, gli dico

Il portiere si scusa e dice

mo lo acchiappo.

si mette alla caccia del sorcio venti minuti senzaa esito

gli dico

senti, non facciamo prima se mi dai una stanza senza sorci?

senza sorci sono due dollari di piu`

affare fatto! sono le tre di notte e domani ho la sveglia alle sei

visito splendidi monumenti e pagode, ma la prossima volta mi porto pure il gatto

da hanoi a luang prabang

non posso dire che il vietnam non sia bello, bei posti ce ne sono, sono li scritti in tutte le guide turistiche, ed e`li che inevitabilmente finisci. la campagna attorno ad Hanoi, se non ci fossero le palme ricorderebbe la A4 nel tratto Brescia Milano, un susseguirsi desolato di fabbriche e fabbrichette, centri commerciali, discariche. una trappola per turismo di massa ben organizzata ed efficentissima: non puoi salire su un tram, una barca, un triciclo a pedali senza che qualcuno cerchi di venderti qualcosa. una mucca, assolutamente viva e vegeta, sfreccia a tutto gas legata al portapacchi di un motorino 50 cc. che porta oltre al conducente un altro passeggero. vince il mio premio speciale per il motorino con carico piu` origianale, quello per il piu` affollato, sempre 50cc., conta 4 adulti, un bambino piccolo e un cane. non c e` una casa che non abbia sotto un negozio. Hanoi e` il caos piu` totale. ti sorridono se li aguardi ma per strada ti tirano sotto. ti riportano il portafoglio, se sei tanto cretino da dimenticarlo in giro, ma poi cercano di fregarti sulle telefonate in albergo. tutti sembrano indaffaratissimi, tutti corrono da qualche parte, il clacson lo suonano sempre. un ora di aereo e sei a Vientiane che ti pare di essere a lugano. per strada sei operai, uno piccona blandamente, due lo guardano, un altro mangia un panino, uno fuma una sigaretta, l(trovatelo voi un apostrofo su una tastiera laotiana) altro gironzola alienato. facciamo chilometri di strada tra colline risaie, giungla e capanne di paglia, anche qua come in cambogia sembra che lavorino solo donne e bambini: portano grandi fasci di legna sulle spalle, pascolano mucconi, tengono porci sopra alte palafitte. da mangiare ce l hanno. colori e paesaggi di un luogo irreale. Luang Prabang e` la vecchia capitale.. semino il gruppo e me la giro da solo sotto una pioggia incessante tra bellissimi templi e bancarelle scarsamente aggressive, malgrado sia anche qui pieno di turisti un senso di pace e` nell aria: gli alberi, la tranquillita` della gente del posto, i ritmi lenti dei pochi motorini presenti, i vestiti arancioni dei novizzi buddisti che vanno in giro in piccoli gruppi, apparentemente allegri, a fare la questua ti lasciano finalmente sereno.

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Racconti possibilmente umoristici
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