Minimalismo

Incedevo per la cucina. Eccola lì, la cesta della biancheria sporca. Ho diviso la biancheria per colore, una volta la gettavo nell’oblò tutta assieme. Ma poi macchiava. I rossi, i bianchi, i blu. I pedalini, annodati l’un l’altro, per preservare l’appaiamento.
Le mie mutande scozzesi, le avevo indossate quella volta con Paola. I suoi occhi marroni. Sgranati. Alla vista della mutande scozzesi.
Cerco il sapone. Maledizione uno scarafo. Sotto il lavandino. Non ho l’insetticida.
Vado a chiederlo alla dirimpettaia. Suono. Mi apre. Indossa pantofole di spugna. Azzurre.
– Ho finito l’insetticida- le dico.
– Dovrei averene, da quando hanno spostato la spazzatura è pieno di scarafaggi.-
Risponde.
Torno sotto al lavandino. Armato di flit. A cercare lo scarfo.
Ma non c’è più
Tutto questo per dirvi che a me i minimalisti americani stanno veramente sui coglioni.

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Racconti possibilmente umoristici
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Una risposta a Minimalismo

  1. salinaversosud ha detto:

    Certo che ti metti a fare il puntiglioso sulle sue ciabatte azzurre (di spugna), quando te ne vai in giro con le mutande scozzesi…!
    Io gli scarafaggi non li uccido. Li prendo con un foglio e li porto “al sicuro” (magari in un vaso, o in giardino). Niente. Questo per dire che ho capito come non perdere le ore a cercare calzini uguali
    🙂

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