Indicazioni stradali

1 Arrivo a Bangkok in stato confusionale. Un casino pazzesco. Con lo sky train arrivo ad una stazione che dovrebbe essere vicina al mio albergo. Chiedo a un taxista mostrandogli l’ indirizzo in thai. Dice che non lo sa.

2 Entro in una specie di centro culturale. Chiedo al tizio addetto al controllo sicurezza.  Va a parlare con due belle ragazze. Mi indicano la direzione. Saranno 500 metri, mi dicono.

3 Faccio chilometri. Non trovo nulla: chiedo mostro cartine. Niente. Deciso ormai a dormire per terra una signora mi chiede dove cazzo sto andando. Mostro cartina. Dice che mi accompagna lei:  è lì a un passo a metà strada tra il taxi di cui al punto 1 e le ragazze al punto due a una distanza di dieci metri dai due punti di cui sopra.

4 Voglio andare al palazzo reale. La tipa dell’ albergo dice: prendi il bus 73 e chiedi alla bigliettaia. Cammino, cammino, prendo il 73 come da istruzioni chiedo alla bigliettaia e mostro la cartina dove il palazzo reale ha le dimensioni di un intero quartiere. Segue un consulto tra tutti i passeggeri che osservano la cartina in ogni dettaglio. Un signore con gli occhiali, si vede che si tratta di un intellettuale si illumina e dice : pappa cia. Tutto il bus si unisce urlando festante pappa cia! Pappa cia! Mi tengono d’ occhio e a ogni fermata mi dicono di star tranquillo che non è quella ma presto arriveremo. Arriviamo infatti: scendo tra la generale esultanza. Ringrazio con grandi inchini l’occhialuto uomo di mondo e tutti i miei tifosi.

5 Mi sono perso a china town. È inevitabile, un casino di vicoletti . Noto una ragazza occidentale brufolosa ma alta e altera. Ha l’aria di essersi persa, corro in suo aiuto, anche perché la sua cartina è molto meglio della mia.  Saliamo su un autobus a caso. Abbiamo culo.  Va verso il fiume unico posto di Bangkok dove si capisce dove si è. La bigliettaia mi fa pagare anche il biglietto della giraffona pensando sia la mia fidanzata, la brufolosa fa finta di niente. Scesi dal bus e ormai in salvo scambiamo qualche parola di circostanza. Vedo che cerca di dileguarsi. Mah si. Dileguati, mi dileguo pure io.

6 Devo riprendere l’aereo sono in ritardo. Alla fermata del bus nessuno capisce la mia cartina, anche se devo andare allo stadio che dovrebbe essere un posto conosciuto. Una signora guarda la carta. Mi dice di aspettare. Telefona. Per almeno un quarto d’ora. Io vorrei andarmene o fermare un taxi. Ma mi dispiacerebbe per il suo impegno. Finalmente smette di telefonare. Il suo esperto di autobus le ha detto che devo prendere il 47 che come per magia si materializza. Mi porterà alla meta in un attimo.Immagine

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