Chiang Rai

ImmagineArrivo a Chiang Rai a notte fonda, o meglio quella per cui un ristoratore Thai e’ notte fonda cioe’ le dieci di sera, ho fame. Ho fame. Il taxi mi porta in un albergo sembra un po’ decentrato e anonimo tipo residence, scuola quadri del partito comunista o di una multinazionale americana. Che poi e’ uguale.

Sono stanco. Ci sono due tizie alla reception mi chiedono un sacco di stronzate, mi fanno compilare moduli e poi si occupano all’ unisono di una coppia di giovani thai.

La fame e la stanchezza fanno il resto, avviene la metamorfosi eccomi trasformato nel terribile Sir  Ugo il bieco e spocchiosissimo colonizzatore  britannico che c’e’ in me.

Mi incazzo.  O meglio Sir Ugo si incazza. Mi chiedono dieci euro per la camera, pagamento anticipato. Neanche per il cazzo!  Voglio prima vedere la stanza, voglio la ricevuta. Chissa’ in che lurida topaia pesano di ficcarmi. La squallidissima stanzetta di Bangkok costava piu’ del doppio.

Ok mi fanno vedere la stanza. La coppia di scopatori thai, non so perche’ ci segue a ruota. Lei e’ molto carina. La stanza e’ fichissima, tutto in teak nero da autentico pappone  dell’ estremo oriente.

Ulp! va bene eccovi i 500 bath, ma adesso , dove si mangia?

Mi guardano preoccupatissime. – vuol mangiare? A quest’ ora?

– si adesso a quest’ ora. E quando se no? a pasqua?

Dopo un lungo consulto fra loro mi dicono – vai a destra forse troverai-

Cammino, cammino, il nulla.

Disperato penso: e se avessero detto a sinistra.

Ricammino. Un insegna fuxia. E’ uno bellissimo bar, pieno di universitari e ragazze in minigonna. C’ e’ pure un gruppo che suona dal vivo: il cantante somiglia a Fred Buscaglione a 12 anni.

– voglio  mangiare- Ululo.

Mi spiace mister ma qua c’ e’ solo da bere e del cibo.

Cib-o. Portami la lista maitre.

Ordino curry verde con bufalo e birra grande.

L’ ottimismo ricomincia a pilotarmi nella Thailandia.

Il giorno dopo mi aspettavo montagne Himalaiane. Si intravedono collinette brianzole nel fosco orizzonte.  Va beh. Pero’ la citta’ e’ bella. C’ e’ un bellissimo giardino frequentato da ragazzini delle scuole’ vicine e coppiette locali. Bevo un caffe.

C’ e’ il quartiere per turisti con i suoi bar, i suoi centri massaggi e la sua componente porno che e’ davvero patetica e sfigatissima. Ma in gran parte e’ una specie di Bellinzona   asiatica: ordinata, pulita efficiente.

Anche qui diversi bei templi. Incontro un monaco.

Mi chiede -hai mangiato?-

– non ancora- rispondo-

 -meglio se ora vai- mi dice dall’alto della sua illuminazione .

 Immediatamente eseguo, trovo una baracca trucissima dove mi danno zuppa, tagliolini e coscia di pollo. Ottimi.

Noleggio una bici e scorrazzo  felicemente nelle campagne.

C’e’ infine un mercato notturno decisamente turistico ma con diversi baracchini dove si mangia bene, mi fermo a quello degli scarafi fritti.

 Non ce la faccio nemmeno stavolta decido per una spcie di fondue con frutti di mare e spiedini di pollo. Entrambi ottimi.

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Racconti possibilmente umoristici
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