Bali

ImmagineL’arrivo non e’ stato il massimo, al controllo bagagli la mia valigetta verde pisello ha destato subito sospetti. Decisamente anomala non tanto nel colore quanto nelle dimensioni minuscole rispetto ai caravanserragli che i miei colleghi si portavano dietro.

Il visto Thai e la mia condizione di viaggiatore solitario hanno fatto il resto. Hanno perquisito la valigia, mi han fatto spogliare e un sacco di domande.

Fortunatamente rimango molto tranquillo, anche se intanto il mio povero affittacamere non sa dove sono finito e mi attende con il suo bel cartello “limiteumano” fuori dall’aeroporto sotto una specie di tifone tropicale.

Una volta liberato e portato in salvo dall’affittacamere e dal  suo simpatico figlio, rimaniamo bloccati due ore in un ingorgo pazzesco.

Il turismo a bali e’ concentrato nel vertice meridionale dell’isola.

Sono tutti a Kuta, qualcuno al massimo sta a Lovinia e un elitte spocchiosa sta a Ubud dove  appunto  lo snobbismo di Sir Ugo mi ha condotto.

Nel resto dell’ isola, piuttosto grande, anche se sulla carta sembra un caghino, non c’e’ un cane morto, almeno in questa stagione.

Raggiunta ormai alle dieci di sera la pensione mi catapulto verso la zona ristoranti dove mi forniscono un ottima anatra e vino locale più che dignitoso. Non avendo parlato con esseri umani da giorni e giorni tampino una polacca, grazie alla mia  approfondita conoscenza dei piu’ assurdi paesucoli polacchi e delle loro discutibili delicatessen alimentari.

Ubud e’ bellissima anche se un po’ turistica, ci sono piante tropicali dappertutto, un bel mercato, templi e case private che non si distinguono molto dai templi.

I balinesi sono religiosissimi e passano meta’ della loro vita a pregare, partecipare a cerimonie e fare offerte rituali agli dei hindu’.

La cosa migliore e’ che quasi nessuno sa cosa sia un assicurazione, quando mi chiedono che mestiere faccio tento di spiegarlo e mi guardano esterrefatti.

Dicono che basta pensare che tutto vada per il meglio, e forse hanno ragione.

Quasi nessuna macchina e’ assicurata e per fare la patente basta pagare un tot.

A Ubud, c’e’ una specie di comunita’ di espatriati, pensionati rasta, pensionati non -rasta, backpakers, viaggiatori di passaggio che si ritrova in tre quattro locali, in particolare un ristorante dove si mangia abbastanza male ma costa poco e ci si siede in tre o quattro grossi tavoli con altri sconosciuti. E’ facile fare amicizia.

Alcuni sono decisamente fuori di cervello.

Sono seduto a un tavolo un po’ sfigato con un vecchiardo olandese che vive in indonesia (da ora VO)  e una carampana canadese (CC) . Mentre guardo malinconico un gruppo di squinzie imperiali ventenni  e scosciate sedute al tavolo di fronte, chiedo a CC, tanto per fare conversazione,  se ha dei consigli da darmi su posti da vedere e cose da fare a Bali, visto che lei ci va tutti gli anni.

CC – beh dipende da quanto ti fermi e cosa ti piace fare-

LU – ancora quattro giorni, mi piace visitare i templi, i villaggi, guardare i pesci, la musica rock, qualche museo..non posti troppo turistici tipo Kuta-

CC -no mi spiace non saprei che dirti, proprio non so, quattro giorni..mah-

LU -ah va beh, dicevo per dire..-

CC – Tu, VO, che vivi in indonesia.. diglielo tu dove andare-

VO -No deve decidere lui che fare..dipende da lui..-

CC – Come questo babbeo viene qua e ti chiede cosa puo’ fare a Bali e tu manco gli rispondi-

VO -Non e’ che non gli rispondo e’ che non so i suoi gusti-

CC – ma se te lo ha appena detto deficiente, ha ragione la mia amica che gli uomini olandesi sono noiosi

VO -io sarei noioso?

LO (scuchiando nei noodles)  -ehm ma non ne farei un caso internazionale.. in che albergo state?

CC – Non solo sei noioso ma sei anche una gran capa di cazzo,  un povero cristo ti domanda cosa fare a bali perchè e’ uno sprovveduto appena arrivato qui e tu niente muto come un pesce. Olandesi puah!

VO – molte grazie – (se ne va indignato)

Altra cosa che mi ha colpito e’ che a differenza della thailndia qui la prostituzione sembra essere soprattutto maschile, diretta a soddisfare signore occidentali di tutte le età.

Dopo aver girovagato in motorino per risaie, villaggi di campagna eccetera decido di muovermi e trasferirmi al mare, ma voglio vedere anche i templi e il lago, cosi’ non volendo guidare una macchina non assicurata in un labirinto di stradine spesso interrotte a causa di cerimonie religiose mi affido a un autista professionista che per 40 dollari sarà a mia disposizione un giorno intero.

Lago e templi veramente belli, nel tempio principale c’e’ una folla incredibile di balinesi che stanno celebrando il rito della luna piena, arrivano da tutta l’isola a portare offerte e meditare sul sagrato dove il prete hindu li benedira’ dopo 20 minuti di meditazione. Solo che nel tempio non ci stanno tutti, quindi c’e’ una coda infinita.

Eccomi infine ad Amed, insisto per farmi portare in centro, ma il centro eccolo li due alberghetti e un negozietto lurido.Immagine

La mia sistemazione e’ molto bella con le mura in paglia e delle canne di bambu’ che sotengono il tetto, viene a trovarmi un sorcio che passa serenamente sotto il bambu.  Puo’ Sir Ugo sopportare un simile oltraggio? Mai. Tantopiu’ che da una parete proviene un rumore forte e stranissimo, un incrocio tra lo sgozzamento di un ocone e un rospo in calore.

Brontolo, chiedo agli albergatori vicini, mi imbufalo. Finalmente allo sdegnato -I’ can stay here. I’going to leave immediately- avviene il miracolo.

A bali le trattative si concludono andandosene : a quel punto i prezzi crollano, le pretese si volatilizzano, le soluzioni si trovano. Mi trovano una stanza sulla spiaggia col tetto a prova di topo e persino l’aria condizionata.

– Non me ne frega niente, la voglio allo stesso prezzo-  tuona oramai scatenato il dilagante Sir.

– va bene va bene sire basta che si degni di restare con noi nella nostra umile dimora-

Conclude, l’albergatore oramai sconfitto.

Credevo di aver visto dei bei pesci in Thailandia, ora qui la sabbia e’ nera e ciottolosa ma sott’acqua e’ veramente una meraviglia, si nuota nei coralli gialli, bianchi e rossi  tra migliaia di pesci di tutti i colori. Per il resto il nulla qualche affittacamere, un paio di osterie che ti servono birra e il pesce pescato quel giorno, o volendo anche pollo ma si deve aspettare che te lo accoppino.

 

 

 

L’arrivo non e’ stato il massimo, al controllo bagagli la mia valigetta verde pisello ha destato subito sospetti. Decisamente anomala non tanto nel colore quanto nelle dimensioni minuscole rispetto ai caravanserragli che i miei colleghi si portavano dietro.

Il visto Thai e la mia condizione di viaggiatore solitario hanno fatto il resto. Hanno perquisito la valigia, mi han fatto spogliare e un sacco di domande.

Fortunatamente rimango molto tranquillo, anche se intanto il mio povero affittacamere non sa dove sono finito e mi attende con il suo bel cartello “limiteumano” fuori dall’aeroporto sotto una specie di tifone tropicale.

Una volta liberato e portato in salvo dall’affittacamere e dal  suo simpatico figlio, rimaniamo bloccati due ore in un ingorgo pazzesco.

Il turismo a bali e’ concentrato nel vertice meridionale dell’isola.

Sono tutti a Kuta, qualcuno al massimo sta a Lovinia e un elitte spocchiosa sta a Ubud dove  appunto  lo snobbismo di Sir Ugo mi ha condotto.

Nel resto dell’ isola, piuttosto grande, anche se sulla carta sembra un caghino, non c’e’ un cane morto, almeno in questa stagione.

Raggiunta ormai alle dieci di sera la pensione mi catapulto verso la zona ristoranti dove mi forniscono un ottima anatra e vino locale più che dignitoso. Non avendo parlato con esseri umani da giorni e giorni tampino una polacca, grazie alla mia  approfondita conoscenza dei piu’ assurdi paesucoli polacchi e delle loro discutibili delicatessen alimentari.

Ubud e’ bellissima anche se un po’ turistica, ci sono piante tropicali dappertutto, un bel mercato, templi e case private che non si distinguono molto dai templi.

I balinesi sono religiosissimi e passano meta’ della loro vita a pregare, partecipare a cerimonie e fare offerte rituali agli dei hindu’.

La cosa migliore e’ che quasi nessuno sa cosa sia un assicurazione, quando mi chiedono che mestiere faccio tento di spiegarlo e mi guardano esterrefatti.

Dicono che basta pensare che tutto vada per il meglio, e forse hanno ragione.

Quasi nessuna macchina e’ assicurata e per fare la patente basta pagare un tot.

A Ubud, c’e’ una specie di comunita’ di espatriati, pensionati rasta, pensionati non -rasta, backpakers, viaggiatori di passaggio che si ritrova in tre quattro locali, in particolare un ristorante dove si mangia abbastanza male ma costa poco e ci si siede in tre o quattro grossi tavoli con altri sconosciuti. E’ facile fare amicizia.

Alcuni sono decisamente fuori di cervello.

Sono seduto a un tavolo un po’ sfigato con un vecchiardo olandese che vive in indonesia (da ora VO)  e una carampana canadese (CC) . Mentre guardo malinconico un gruppo di squinzie imperiali ventenni  e scosciate sedute al tavolo di fronte, chiedo a CC, tanto per fare conversazione,  se ha dei consigli da darmi su posti da vedere e cose da fare a Bali, visto che lei ci va tutti gli anni.

CC – beh dipende da quanto ti fermi e cosa ti piace fare-

LU – ancora quattro giorni, mi piace visitare i templi, i villaggi, guardare i pesci, la musica rock, qualche museo..non posti troppo turistici tipo Kuta-

CC -no mi spiace non saprei che dirti, proprio non so, quattro giorni..mah-

LU -ah va beh, dicevo per dire..-

CC – Tu, VO, che vivi in indonesia.. diglielo tu dove andare-

VO -No deve decidere lui che fare..dipende da lui..-

CC – Come questo babbeo viene qua e ti chiede cosa puo’ fare a Bali e tu manco gli rispondi-

VO -Non e’ che non gli rispondo e’ che non so i suoi gusti-

CC – ma se te lo ha appena detto deficiente, ha ragione la mia amica che gli uomini olandesi sono noiosi

VO -io sarei noioso?

LO (scuchiando nei noodles)  -ehm ma non ne farei un caso internazionale.. in che albergo state?

CC – Non solo sei noioso ma sei anche una gran capa di cazzo,  un povero cristo ti domanda cosa fare a bali perchè e’ uno sprovveduto appena arrivato qui e tu niente muto come un pesce. Olandesi puah!

VO – molte grazie – (se ne va indignato)

Altra cosa che mi ha colpito e’ che a differenza della thailndia qui la prostituzione sembra essere soprattutto maschile, diretta a soddisfare signore occidentali di tutte le età.

Dopo aver girovagato in motorino per risaie, villaggi di campagna eccetera decido di muovermi e trasferirmi al mare, ma voglio vedere anche i templi e il lago, cosi’ non volendo guidare una macchina non assicurata in un labirinto di stradine spesso interrotte a causa di cerimonie religiose mi affido a un autista professionista che per 40 dollari sarà a mia disposizione un giorno intero.

Lago e templi veramente belli, nel tempio principale c’e’ una folla incredibile di balinesi che stanno celebrando il rito della luna piena, arrivano da tutta l’isola a portare offerte e meditare sul sagrato dove il prete hindu li benedira’ dopo 20 minuti di meditazione. Solo che nel tempio non ci stanno tutti, quindi c’e’ una coda infinita.

Eccomi infine ad Amed, insisto per farmi portare in centro, ma il centro eccolo li due alberghetti e un negozietto lurido.

La mia sistemazione e’ molto bella con le mura in paglia e delle canne di bambu’ che sotengono il tetto, viene a trovarmi un sorcio che passa serenamente sotto il bambu.  Puo’ Sir Ugo sopportare un simile oltraggio? Mai. Tantopiu’ che da una parete proviene un rumore forte e stranissimo, un incrocio tra lo sgozzamento di un ocone e un rospo in calore.

Brontolo, chiedo agli albergatori vicini, mi imbufalo. Finalmente allo sdegnato -I’ can stay here. I’going to leave immediately- avviene il miracolo.

A bali le trattative si concludono andandosene : a quel punto i prezzi crollano, le pretese si volatilizzano, le soluzioni si trovano. Mi trovano una stanza sulla spiaggia col tetto a prova di topo e persino l’aria condizionata.

– Non me ne frega niente, la voglio allo stesso prezzo-  tuona oramai scatenato il dilagante Sir.

– va bene va bene sire basta che si degni di restare con noi nella nostra umile dimora-

Conclude, l’albergatore oramai sconfitto.

Credevo di aver visto dei bei pesci in Thailandia, ora qui la sabbia e’ nera e ciottolosa ma sott’acqua e’ veramente una meraviglia, si nuota nei coralli gialli, bianchi e rossi  tra migliaia di pesci di tutti i colori. Per il resto il nulla qualche affittacamere, un paio di osterie che ti servono birra e il pesce pescato quel giorno, o volendo anche pollo ma si deve aspettare che te lo accoppino.

 

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Racconti possibilmente umoristici
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